Editoriale

LEGGE SCUOLA: PER L’ATTIVITA’ MOTORIA, NEMMENO UN CIAO

7 GIUGNO 2020
– Ma vi pare possibile che, con tutto il polverone sollevato sulla ripartenza della scuola, dalla materna alla primaria, alla secondaria, alle superiori e alla università, non si sia trovato il modo di porre al centro il problema dell’attività motoria e sportiva? Credo che continuare a considerare questione secondaria l’educazione fisica e sportiva, nell’ambito dello studio, sia indice di incapacità congenita, se non di mera ignoranza. Peraltro, in un momento come questo, dovremmo prendere in seria considerazione il dispiegamento di tutti i laureati in scienze motorie e incentivarne la ulteriore formazione massiva per supplire al vulnus creato da settant’anni d’italica insipienza. Pensare all’utilizzo dei parchi per attivarsi comunque open air, in attesa che qualcuno pianifichi la riabilitazione delle strutture scolastiche e in particolare delle palestre, ricettacolo possibile di virus, ma certo di materiali e coibentazioni infarcite d’amianto o decadute nel tempo sino alla fatiscenza, dovrebbe essere preoccupazione e cura di illuminati, sia al Governo che all’opposizione, nel Paese che dette i natali a Francesco De Sanctis, Ministro firmatario fin dal 1878 della Legge sull’obbligo della Ginnastica Educativa, nelle scuole del Regno, a partire dalle elementari , con ricadute indubbiamente positive, poi disperse dal banale pregiudizio repubblicano nei confronti dello sport nella scuola, come dello stesso CONI, considerati imbarazzanti connotazioni del Regime Fascista, piuttosto che ineludibili risposte a necessità e diritto all’educazione ed alla pratica da parte dei cittadini, indipendentemente dalle ideologie. Eppure, l’aumentata esigenza di salute e di civismo imporrebbero ben altri atteggiamenti e investimenti, che non siano le pur lodevoli ma inadeguate attività sperimentali o per progetto, inclusive di tutori e assistenti laureati in scienze motorie da affiancare agli insegnanti elementari. A questo punto, non ci rimane che sperare, nel breve, nella determinazione riformista del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora e nell’azione confermativa della propria ragione sociale da parte di Sport e Salute, soggetti che, con lo stesso CONI, non possono limitarsi alla erogazione di sussidi ed alla mediazione per il ritorno dello sport spettacolo in campo, ma debbono coordinarsi con altri Dicasteri competenti , a cominciare dal MIUR e dal Ministero della Salute, per non perpetuare la condizione da paese sottosviluppato, in cui versa l’Italia, per quanto attiene all’attività sportiva e motoria in ambito scolastico, Covid o non Covid.

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