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Mondo mai così vicino alla guerra nucleare

Mondo mai così vicino alla guerra nucleare. Diventa sempre più drammatica la situazione in Ucraina. Vladimir Putin ha infatti deciso di indire i referendum nelle zone occupate per far sì che gli elettori, in modalità online, scelgano l’adesione alla Federazione Russa.

La situazione ha anche degli aspetti ridicoli. Nel Donbass e in altre aree l’occupazione non è affatto completa, poiché in realtà si continua a combattere.

Le infrastrutture, inoltre, sono pressoché distrutte, e internet – indispensabile per la votazione online – è disponibile solo in misura molto limitata.

Putin ha anche annunciato la mobilitazione generale, non certo gradita dalla popolazione, motivandola con l’esigenza di “difendere i confini della patria”. Il fatto è che gli unici confini violati sono quelli ucraini, il che rende priva di senso la mobilitazione.

Ciò che più preoccupa, tuttavia, è un altro fatto. A più riprese Putin e il suo gruppo dirigente hanno evocato la possibilità di ricorrere alle armi atomiche, di cui la Federazione Russa possiede un vastissimo arsenale.

Infatti Margarita Simonyan, direttrice del giornale statale “RT” e dell’agenzia di stampa (sempre statale) “Sputnik” ha di recente scritto su Twitter   che “a giudicare da quel che accade e dovrà accadere, questa settimana segna la vigilia della nostra vittoria imminente, o la vigilia della guerra nucleare. Non riesco a vedere una terza alternativa”.

Parole davvero pesanti. La Federazione Russa non accetta la sconfitta militare, ed è disposta ad usare le armi nucleari per vincere. A costo, lo si noti, di distruggere pure se stessa.

Anche le armi nucleari tattiche sono in grado di causare un disastro non solo in Ucraina e in Russia, bensì nel mondo intero. Durante la Guerra Fredda il disastro era stato sfiorato, ma questa volta sembra sul serio vicino.

Allo stato dei fatti, nessuna delle parti in causa sembra in grado di ragionare, né le organizzazioni internazionali hanno il potere di impedire l’olocausto. Prospettiva terribile tanto per noi quanto per le future generazioni.

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Michele Marsonet

Filosofo, Professore di filosofia della scienza e metodologia delle scienze umane, Presidente del dipartimento di filosofia e vicerettore per le relazioni internazionali dell’Università di Genova

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