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Campidoglio, presentata proposta di “Regolamento dell’amministrazione condivisa dei beni  comuni” 

Presentata in Campidoglio la proposta di “Regolamento dell’amministrazione condivisa dei beni  comuni” 

Presentata in Campidoglio la proposta di “Regolamento dell’amministrazione condivisa dei beni  comuni” di Roma Capitale. Il regolamento, frutto di un lungo lavoro di confronto con il mondo associativo, i Municipi e la cittadinanza, intende disciplinare la collaborazione tra i “cittadini attivi” per la cura collettiva e individuale del beni comuni (materiali e immateriali), in attuazione del principio costituzionale di “sussidiarietà orizzontale”.

Cosa sono i “beni comuni”? Il regolamento li classifica in “materiali” e “immateriali”. I primi sono spazi pubblici, parchi, aree abbandonate, scuole, beni culturali e altro (praticamente quasi tutti i beni pubblici di proprietà di Roma Capitale possono essere oggetto di patti di collaborazione con i cittadini, divenendo così beni comuni). I beni “immateriali” sono legalità, memoria collettiva, informazione, feste popolari, dialetto, arte, musica…: tutti i beni impalpabili e invisibili fondamentali per una vita degna e civile.

La gestione dei beni comuni vede così la corresponsabilità gestionale, in prima persona, dei cittadini che divengono “cittadini attivi”: riuniti in associazioni, comitati di quartiere, aggregazioni informali e anche come singole persone – compresi gli stranieri che vivono a Roma e i pendolari da fuori –, agiscono come volontari in modo “personale, spontaneo, gratuito, senza fini di lucro”.

La partecipazione volontaria alla cura della cosa pubblica si formalizza con un “patto di collaborazione”, ai sensi della legge n. 241/1990. Chi svolge attività di volontariato cittadino, dato che con il proprio operato si prende cura gratuitamente dei beni comuni, è esentato dal pagamento degli oneri normalmente previsti come l’occupazione suolo pubblico. Per facilitare l’esercizio del volontariato il Campidoglio farà in modo che i patti di collaborazione si possano stipulare in modo semplice, formando “funzionari facilitatori” nei Municipi e nei Dipartimenti più interessati: verde, politiche sociali, scuola.

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