
Le nuove tariffe sanitarie finiscono al centro della protesta della UAP (Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata), che chiede al Ministero della Salute di sospendere l’iter del nuovo decreto e aprire un confronto con gli operatori del settore. Secondo l’associazione, compensi non adeguati per visite, esami e prestazioni rischiano di compromettere non solo la sostenibilità economica delle strutture pubbliche e private accreditate, ma anche la qualità dell’assistenza offerta ai cittadini.
La UAP ricorda che il precedente decreto tariffario del novembre 2024 era stato annullato dal TAR Lazio per carenze nell’istruttoria e nella metodologia utilizzata per determinare gli importi. Per questo motivo, sostiene l’associazione, il nuovo procedimento avrebbe dovuto essere improntato alla massima trasparenza e al coinvolgimento delle organizzazioni rappresentative del settore. Al contrario, la bozza sarebbe stata presentata alla stampa prima di un confronto con gli erogatori, senza chiarire in modo esaustivo i criteri adottati, i dati utilizzati e la rappresentatività del campione preso in esame.
Nel documento vengono inoltre contestati l’utilizzo della classificazione FA-RE, basata su costi medi di gruppi di prestazioni anziché sul costo delle singole attività, l’esclusione dei laboratori più piccoli dal campione e l’applicazione della soglia del 3% per decidere se modificare o meno le tariffe. Secondo la UAP, questi criteri rischiano di mascherare prestazioni in perdita e di penalizzare le strutture di prossimità, con ricadute dirette sui cittadini sotto forma di liste d’attesa più lunghe, minore disponibilità di servizi e riduzione degli investimenti.
Per questo l’associazione chiede al Ministero della Salute di sospendere immediatamente il procedimento, rendere pubblici dati e criteri utilizzati per la definizione delle nuove tariffe e convocare con urgenza le rappresentanze degli erogatori prima del passaggio al Ministero dell’Economia e alla Conferenza Stato-Regioni. “Senza tariffe sostenibili – conclude la presidente della UAP Mariastella Giorlandino – non si tutelano i conti pubblici: si riducono le prestazioni, si allungano le attese e si indebolisce l’intero Servizio sanitario nazionale”.




