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Lo spettro della guerra civile negli USA

In America si torna ad evocare lo spettro della guerra civile. Troppo distanti le idee e il linguaggio usati dai leader dei due grandi partiti, In pratica inesistente lo spazio per la mediazione.

Mentre appare quasi certo che i democratici, anche grazie alla debolezza di Biden, perderanno le imminenti elezioni di Mid Terrm, gran parte del Partito repubblicano è tuttora ostaggio dell’ex presidente Donald Trump.

Quest’ultimo non ha mai preso le distanze dagli “insorti” che, il 6 gennaio 2021, assaltarono e devastarono il Campidoglio, uno dei simboli principali della democrazia USA. Al contrario, il tycoon newyorkese non perde occasione per strizzare l’occhio agli scalmanati che usarono la violenza per penetrare nell’edificio minacciando l’ex vice-presidente Mike Pence, che rifiutò la richiesta trumpiana di non riconoscere l’esito delle elezioni e la vittoria di Joe Biden.

I filmati diffusi dalla TV dimostrano che Trump tenne nell’occasione un comportamento estremamente ambiguo, in pratica lodando i dimostranti per quanto stavano facendo e definendoli “patrioti”.

Dal canto loro i democratici sono tuttora molto divisi, con un’ala di sinistra radicale che cerca lo scontro ad ogni costo, criticando Biden per i suoi tentativi di mediazione.

Un quadro, dunque, davvero cupo e del tutto inusuale per gli Stati Uniti. Anche perché il Partito repubblicano ha perduto, proprio grazie a Trump, i suoi tradizionali connotati di formazione politica conservatrice nel senso classico del termine, ma non eversiva.

L’America è attraversata da una sorta di corto circuito, dovuta al fatto che pare non esservi più un’idea condivisa di “democrazia”. Tale termine ha un significato diverso per i due schieramenti, mentre in passato tutti riconoscevano che la democrazia è una soltanto, un termine il cui senso non può essere piegato a interessi di parte.

Se Trump – come pare – si ricandiderà, probabilmente otterrà la vittoria, non essendovi nel Grand Old Party altri candidati che possano seriamente contrastarlo.

I democratici tentano di scongiurare il disastro alle elezioni di Mid Term facendo intervenire, in appoggio a Biden, gli ex presidenti Barack Obama e Bill Clinton, ma i sondaggi continuano ad essere loro sfavorevoli.

Tenendo conto della presenza di gruppi armati e della facilità di acquistare liberamente armi, lo spettro della guerra civile diventa purtroppo concreto. Tutto questo proprio quando Russia e Cina sono impegnate a rovesciare l’ordine globale esistente, per sostituirlo con uno dominato dalle autocrazie.

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Michele Marsonet

Filosofo, Professore di filosofia della scienza e metodologia delle scienze umane, Presidente del dipartimento di filosofia e vicerettore per le relazioni internazionali dell’Università di Genova

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