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Casa circondariale Regina Coeli di Roma, ancora violenza choc: detenuto aggredisce poliziotti nel carcere romano

In una cella della Terza Sezione si sono verificate delle forti intemperanze da parte degli occupanti

Prosegue inarrestabile la spirale di violenza nelle carceri laziali, dove non passa giorno nel quale non si registrino da un lato gli episodi violenti ed eventi critici e dall’altro le richieste di urgenti provvedimenti da parte dei rappresentati sindacali SAPPE dei poliziotti penitenziari. L’ultimo grave evento è accaduto, come riporta il segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Maurizio Somma, nella Casa circondariale Regina Coeli di Roma.

“Ieri mattina, durante la perquisizione ordinaria, in una cella della Terza Sezione si sono verificate delle forti intemperanze da parte degli occupanti, in particolare da parte di un detenuto albanese, che non gradendo il sequestro di alcuni oggetti non consentiti, tra cui un ventilatore (!), ha inveito e aggredito i due Agenti operanti, minacciandoli strattonandoli e dandogli dandogli schiaffi sulle mani per fargli lasciare gli oggetti”, spiega. “Lo stesso detenuto ha poi reiterato lo stesso comportamento fortemente aggressivo, seppur solo verbale, anche nei confronti della Comandante di reparto intervenuta sul posto insieme ad altro personale dell’istituto. La situazione è stata riportata ad un’apparente calma ma nel corso della mattinata si sono verificate ulteriori intemperanze all’interno della stessa Sezione, che hanno portato all’immediato allertamento del Gruppo di pronto intervento della Polizia Penitenziaria per agevolare l’immediato trasferimento del detenuto albanese e di un altro, italiano, facilmente individuato come “trascinatore”. È stato un bel segnale dato nell’immediatezza che certamente ha dato prova dell’esistenza dello Stato nei confronti di quei detenuti che pensano di aver fatto del carcere un territorio in cui spadroneggiare liberamente”.

“Fino a quando i vertici del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria pensano di continuare a restare a guardare questi gravi fatti con apatia ed indifferenza? Fino a quando assisteranno a questo sfascio dell’ordine e della sicurezza interna provocato dal lassismo di decisione assurde e illogiche, come la vigilanza dinamica e soprattutto l’assenza di adeguati provvedimenti disciplinare e penali per chi aggredisce gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria?”, si chiede il segretario generale del SAPPE, Donato Capece, che nell’esprimere vicinanza e solidarietà ai colleghi di Regina Coeli ricorda che proprio ieri il SAPPE aveva dato notizia che scenderà in piazza a Roma, a settembre, per sottolineare quanto e come sia importante e urgente prevedere un nuovo modello custodiale. “Le donne e gli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria non possono continuare ad essere aggrediti senza che il Ministero della Giustizia ed il DAP adottino provvedimenti urgenti. Siamo al collasso! Serve una stretta normativa che argini la violenza dei pochi, anche a tutela degli altri detenuti. Il personale di Polizia Penitenziaria è stremato dai logoranti ritmi di lavoro a causa delle violente e continue aggressioni. Ed è indignato che coloro i quali sono ai vertici della istituzione che rappresentano non assumano provvedimenti a tutela dei Baschi Azzurri. Basta!”

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