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Amianto

Quando l’amianto è causa del licenziamento

Licenziamento a causa dell’amianto e la salute

N.P., ex funzionario fino al 28.10.2017 in sede di Reggio Calabria della società Trenitalia, presso l’impianto I.M.C.C.,  è stato licenziato, per aver combattuto contro l’amianto.

“Gli operai – dichiara Antonino – erano ogni giorno a contatto con le fibre di amianto e tra questi operai c’era proprio Saverio mio fratello, che ha perso la vita nel 2003”. Dopo la tragica fine del fratello, l’ex dipendente delle ferrovie, si è impegnato per ottenere la bonifica dell’amianto. Essendo per altro stato nominato responsabile per la sicurezza dei lavoratori.

Il sostegno dell’ONA e dell’avv. Ezio Bonanni

N.P. è sostenuto dall’ Avv. Ezio Bonanni, e dallOsservatorio Nazionale Amianto, che preannunciano una battaglia legale in favore del lavoratore che ha subito un ingiusto licenziamento. Sul territorio di Reggio Calabria l’Ona è operativa con Massimiliano Alampi. Orfano perché il padre è deceduto a causa di un mesotelioma. Neoplasia causata dall’amianto utilizzato nelle carrozze ferroviarie. L’Inail ha accolto la richiesta dell’Avv. Ezio Bonanni, ed ha riconosciuto la rendita Inail reversibilità in favore della vedova Alampi, e ora è stata avviata anche una causa civile per il risarcimento danni.

Una storia al contrario, un’ingiustizia di un’azienda di stato che continua a negare il rischio amianto e il diritto al risarcimento dei danni alle vittime. Tanto da indurre l’Avv. Ezio Bonanni a rilasciare la seguente dichiarazione “ci costituiremo parte civile nel procedimento penale che sarà eventualmente attivato dalla Procura, per tutte le segnalazioni del Sig.P., ed anche nel caso in cui nel suo licenzialmento fossero riscontrati i presupposti per un’azione penale”.

L’odissea di N.P. contro l’amianto e contro i potenti

N.P., lo scorso 2 marzo 2018, ha effettuato l’ennesima denuncia relativa alla presenza di amianto, ed anche su questo l’Ona vuole vedere chiaro. Con l’associazione, prima di tutto Massimiliano Alampi coordinatore ONA Reggio Calabria, il quale dichiara “N.P. è un martire, è stato un licenziamento ingiusto. Farò quanto possibile come coordinatore ONA, per sostenere la sua battaglia per la bonifica amianto”.

Lo scorso 02.03.2018, presso il C.C per la Tutela Ambientale Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria, in qualità di Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza contro i dirigenti locali del gruppo ferroviario: “l’Ona si costituirà parte civile”, dichiara Antonio Dal Cin del coordinamento nazionale ONA.

L’ona parte civile nel processo penale per l’ingiusto licenziamento del Sig. N.P. e in tutti i procedimenti relativi alle sue segnalazioni sul rischio amianto. Rimarremo in attesa delle decisioni della Procura della Repubblica. Se ci sarà il Processo penale noi ci costituiremo parte civile.

Abbracciando la causa della salute dei suoi colleghi, il Sig. P. non si rassegna e con determinazione da anni porta avanti la battaglia contro l’amianto e contro un’azienda che osserva con indifferenza la triste sorte dei suoi dipendenti. Infatti, il battagliero rappresentante porta all’attenzione delle autorità competenti la presenza di materiali di amianto del capannone di Trenitalia, in Reggio Calabria, in relazione all’edificio Rimessa TE sui binari 11 e 12 dell’Impianto di Manutenzione Corrente, iniziata il 22.01.2018.

Scarsa attenzione per la salute dei lavoratori

L’ex funzionario Trenitalia ha lamentato una scarsa attenzione per la salute dei lavoratori rispetto al rischio amianto, in riferimento alle bonifiche in corso, eseguite da ditte terze, che però erano adeguatamente equipaggiate, e, in data 10.02.2018, ha peraltro formalmente comunicato tali atti e circostanze anche all’Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria le modalità inerenti alle azioni di bonifica del capannone di Trenitalia.

L’Ona ha reso pubblici i dati epidemiologici: n. 500, casi di mesotelioma tra i ferrovieri. Solo la punta dell’iceberg, sono migliaia i decessi per patologie asbesto correlate. Noi ci siamo e ci saremo accanto al Sig. N.P. e di tutti i ferrovieri vittime dell’amianto.

Le richieste dell’Ona sul prepensionamento ferrovieri

L’amianto è stato utilizzato nel settore ferroviario e nei mezzi di trazione e rotabili utilizzati dalle Ferrovie dello Stato. Tutti i ferrovieri, di tutti i settori, sono stati professionalmente esposti ad amianto e quindi hanno diritto al prepensionamento e alla rivalutazione delle prestazioni pensionistiche in base all’art. 13 comma 8 Legge 257/92.

Per il prepensionamento dei ferrovieri e per il risarcimento dei danni si può consultare: Tutela legale per l’accredito dei benefici contributivi per esposizione ad amianto

I ferrovieri vittime dell’amianto si possono rivolgere alle Sedi Ona situate in tutto il territorio nazionale, e chiamare al numero verde gratuito: 800 034 294.

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