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Parco dei Castelli Romani: al via il Cammino della Transumanza Laziale

I volontari del Servizio Civile in servizio presso il Parco dei Castelli Romani, coordinati dal Personale dell’Ente, sono a lavoro per riportare alla luce gli antichi tratturi presenti sul territorio

Il progetto “A piedi e in bici sulle vie della transumanza”, nasce nell’ambito del Servizio Civile Universale e coinvolge tre Parchi del Lazio: Il Parco dei Monti Simbruini, il Parco dell’Appia Antica e il Parco dei Castelli Romani.  I volontari del Servizio Civile in servizio presso il Parco dei Castelli Romani, coordinati dal Personale dell’Ente, sono a lavoro per riportare alla luce gli antichi tratturi presenti sul territorio.

La pratica della Transumanza è stata inserita nel 2019 dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale, per il suo valore culturale e storico. Il progetto “A piedi e in bici sulle vie della transumanza” si basa sulla ricerca che unisce l’esperienza pratica allo studio archivistico: dall’incontro con butteri e pastori, alla raccolta di documenti storici e fotografici che attestano la presenza della tradizione transumante nei Castelli Romani e in tutto il Lazio.
L’obiettivo non è solo quello di valorizzare una pratica che sta via via scomparendo, ma anche di creare percorsi agibili per camminatori ed escursionisti che vogliano vivere il territorio e conoscerne le specificità, promuovere quindi sport, turismo lento e cultura locale attraverso il racconto di questa tradizione, facendo conoscere i luoghi sui passi di coloro che l’hanno praticata.

La Transumanza è una pratica che riguarda lo spostamento del bestiame attraverso rotte migratorie stagionali, con la finalità di assicurare pascoli verdi tutto l’anno. Per questo gli animali vengono spostati durante l’estate dalla pianura verso la montagna e viceversa, dal Mediterraneo alle Alpi e nel Lazio si muoveva principalmente dalla zona appenninica alla costa tirrenica.

Uno dei più importanti tratturi conosciuti era quello che partiva da Falasche (Anzio) e arrivava fino al cuore dei Monti Simbruini, a Jenne. Oggi per questo percorso è stata avviata la procedura per ottenere il riconoscimento ufficiale a livello europeo, sono diversi, tuttavia, i percorsi interessati da questa pratica, dal momento che la transumanza innervava tutto il territorio laziale.

Il Cammino si divide in due parti: il sentiero contrassegnato dal colore blu collega Roma con il tratturo Anzio-Jenne, passando per ben tre parchi naturali: Appia Antica, Castelli Romani e Simbruini; quello arancione collega il Parco dei Castelli Romani ai Monti Prenestini ed è attestato da fonti storiche e archeologiche.  Il tracciato tocca gli antichi templi di Ercole, protettore del bestiame, nonché esempi archeologici di antichi stazzi per i pastori e il gregge. Il progetto vuole creare un anello che chiuda entrambi i percorsi passando per il confine con l’Abruzzo e tornando al centro di Roma.

Per seguire il lavoro dei volontari inerente il progetto vai alla pagina facebook: Cammino Della Transumanza Laziale

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