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“La musica deve sempre e solo trasmettere stati d’animo!” – Intervista a Marco Germani

“Time Collapse” è uno strumentale della durata di 8 minuti, una vera e propria suite orchestrale. Con che spirito hai composto questo singolo?

Era da un po’ che volevo produrre un brano strumentale lungo, ho pensato di dover scrivere una soundtrack orchestrale ed elettronica, poi inserire della rumoristica e alla fine ho preso una chitarra a sette corde e ho composto la parte ritmica che è parecchio complessa con cambi di tempo, il risultato è questa strana suite divisa in vari momenti.

Di “Time Collapse” è stata realizzata anche una versione con una parte recitata dal duo folk Stellerranti, con un testo molto suggestivo in antica lingua babilonese tratto dall’Epopea di Gilgameš, dal forte valore simbolico. Perché questa scelta stilistica e perché proprio Stellerranti?

Ho pensato di mettere un recitato in vari punti per rendere la suite più appetibile e mistica, Pier e Cinzia sono grandi amici e artisti incredibili con una cultura pazzesca, si sono presentati in studio con questo testo e ovviamente la loro capacità recitativa ha fatto il resto, alla fine ho lasciato entrambe le versioni perché mi piacevano in modo differente.

Oltre ovviamente a te alla chitarra, il brano vede la partecipazione del bassista Ivano Bonizzoni e del batterista Cristiano Sacchi. Come è stato collaborare con questi due per questo singolo?

Con Ivano suoniamo insieme nel Gruppo di Rubik dove proponiamo cover anni 80 e collaboriamo per il progetto Limbo Neutrale, è l’insegnante di basso dei corsi di After Life Music Dimension ed è un bassista molto tecnico e versatile, la parte divertente della registrazione è che non gli ho dato nulla prima, quindi se si è dovuto registrare tutto al volo mentre gli spiegavo le parti suonandole, è stato una specie di scherzo. Io e Cristiano invece ci conosciamo dai primi anni 2000, suonavamo insieme nei D.M.W., proponendo un tributo all’industrial, abbiamo assemblato il primo studio di registrazione di After Life, poi lui ha cambiato lavoro e si è assentato per una decina di anni, durante la pandemia gli è tornata la voglia di suonare e mixare e si è ricostruito un home studio, gli ho proposto il brano e ha registrato a casa sua la parte di batteria e mixato il tutto; mi piace molto la sua idea di digitale che deve sembrare analogico e stiamo producendo e preparando molto materiale nuovo.

Il singolo Time Collapse è stato registrato in maniera indipendente presso After Life Music Dimension. Quali sono le difficoltà che provi mandando avanti questa realtà indipendente?

Diciamo che durante il Covid-19 non abbiamo avuto, come molti altri, nessun concreto aiuto oltre ad essere stati chiusi per mesi ed esserci trovati a pagare bollette e noleggi di strumentazione che non potevamo neppure usare. Non voglio entrare nella polemica perché non mi piace fare la vittima, ma all’estero gli artisti, i produttori e i musicisti sono stati trattati in modo completamente differente. In qualsiasi caso ci siamo dovuti rimboccare le maniche e ripartire da capo, questo ci ha messo nella condizione di volere ristrutturare tutti i locali, insonorizzare meglio e comprare nuova attrezzatura per produrre. Time Collapse(artwork in cima all’articolo) è la fotografia di questo momento, il tempo che si è fermato, collassato e ripartito.

L’opera trae ispirazione dalle colonne sonore dei grandi lungometraggi di fantascienza sia classici sia contemporanei. Quanto ami la fantascienza? Quale è l’importanza che ha nella tua vita?

Dal momento che ho scritto due romanzi (Limbo Neutrale) e sto scrivendo il terzo, posso tranquillamente dichiarare che la fantascienza è di fondamentale importanza nella mia vita perché mi permette di guardare al futuro e di sognare a occhi aperti. Sono un grande fan di Star Trek, Star Wars, X Files, Blade Runner, Terminator, Stranger Things e molte altre saghe, oltre che un fan di Stephen King e P.K. Dick. Il mio sogno è quello di poter scrivere una soundtrack per una serie, un videogioco o un film.

Fino a quanto ti rappresentano i generi musicali?

Sono importati perché i generi devono essere materia di studio e spunto per la composizione, alla fine noi ci ispiriamo attraverso l’assimilazione di differenti linguaggi, sopratutto nella musica contemporanea, poi dobbiamo essere capaci di non riprodurre una copia di qualcosa che c’è già, ma mescolare e rielaborare in modo creativo.

Quanto la musica può trasmettere stati d’animo?

La musica deve sempre e solo trasmettere stati d’animo, altrimenti non è musica.

Quanto è importante connettere la musica con altre forme d’arte?

Le forme d’arte sono tutte sempre connesse tra loro, la musica si sposa molto bene con le forme visive (cinema, teatro, media, videogiochi) ma anche con il gusto (sagre, degustazioni, feste della birra). I grandi artisti hanno saputo sempre connettere più forme a più generi anche per poter ampliare il proprio pubblico, forse i più significativi sono proprio stati i Pink Floyd. Spero di poter essere una fonte d’ispirazione per altri artisti di altri settori, per quanto mi riguarda provo sempre a inserire almeno un media visivo nelle mie opere creando dei videclip o dei reel particolari. Grazie per l’intervista e lo spazio che mi avete dedicato.

Streaming e web links:

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Apple Music: shorturl.at/txCKO

YouTube: https://youtu.be/ciD_smxWymk

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