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ESCLUSIVA OSSERVATORIO GRANATA: AVVOCATO MARENGO, “SONO STATO COSTRETTO A LASCIARE IL TORO”

Durante la diretta della trasmissione “Osservatorio Granata” in onda ogni martedì alle 21 sul social Facebook e sui canali Youtube, l’Avvocato Pierluigi Marengo ha voluto far chiarezza sul lodo Petrucci che salvò il Toro dal fallimento e sulla successiva cessione ad Urbano Cairo.

Nella diretta condotta da Leo Menegazzi e Oscar Maiorano, l’Avvocato Marengo ha percorso le varie tappe: “ Il debito del Torino era stimabile tra i 70 e 80 miliardi lire, questo debito era ormai incancrenito. Tra coloro che si avvicinarono a Cimminelli ci fu anche Urbano Cairo che so si erano incontrati cui chiese i conti e scappò via perché per sanare il Torino ci volevano 45 milioni di Euro circa.” L’avvocato sottolinea che il Toro non era ne comprabile e ne iscrivibile al campionato anche perché una scatola vuota.

“A quel punto una certa parte della carta stampata ha raccontato bugie su bugie raccontando che potesse salvarsi ma facendolo così fallire e portato nella tomba. Ad un certo punto dei professionisti che da sempre lavoravano per la  Famiglia hanno incominciato a fare i professionisti anche nel Torino i quali hanno guardato più gli interessi Ergom/Fiat che del Torino, la volontà chiara era far fallire il Toro”.

Sollecitato da Leo Menegazzi l’Avvocato Marengo sottolinea che a partecipare al Lodo Petrucci non si presentò nessuno pur bastando 60.000 Euro per poter partecipare al lodo. “Pensate che quell’anno fallì il Perugia in Serie B ed il Torino in Serie A. Dato che il lodo prevedeva di ripartire dalla categoria minore” continua l’Avvocato Marengo “Per il Perugia arrivarono sette domande di iscrizione al lodo per la Serie C mentre per il Torino solo la nostra per la Serie B, perché dalla città arrivò un venticello che disse che chi partecipava al lodo si metteva contro la “famiglia” !”.

Parole durissime quelle dell’Avvocato che continua: “Tant’è che dei tanti tifosi Vip non si mosse nessuno! Dov’era Chiambretti? Dov’era Gramellini? Erano in vacanza evidentemente! A me questa gente mi fa schifo perché si sono piegati di fronte alla volontà della “famiglia” di far fallire il Toro!”

“Come mai Cairo che pur aveva “attenzionato” il Toro in precedenza non partecipò al Lodo Petrucci?” chiede il conduttore. “Perché lasciò ai lodisti il marasma del salvataggio del Toro intervenendo in città da trionfatore a salvataggio ottenuto ed a squadra fatta!” Marengo sottolinea che senza Gianni Bellino il salvataggio non sarebbe mai potuto avvenire.

“Il materiale tecnico fu comprato dai lodisti con aumenti di capitali anche grazie ai soldi di Giovannone che mise mano al portafogli mettendo soldi veri. Su Giovannone è stato gettato fango dalla carta stampata ingiustificatamente. Giovannone è stato in realtà l’unico che ha messo soldi. Ricordo che avevo dei procuratori da pagare e grazie a lui sono riuscito a saldare.”

Leo Menegazzi elenca successivamente, leggendo dal libro dell’Avvocato Marengo “Morte e rinascita del Toro” tutto ciò che è stato versato nelle casse societarie ed i contratti già in essere siglati dai lodisti. “Cairo ha preso il Torino FC con in cassa tra agosto e fine ottobre 11,5 milioni di euro e 16 giocatori già contrattualizzati! Con staff tecnico e giovanili già allestite attraverso Gabetto! Questa la realtà. Lui ha incassato il doppio di quello che avevamo previsto con gli abbonamenti”. Insomma il Toro lasciato a Cairo era già praticamente fatto e pronto con tanto di quota d’iscrizione alla Serie B versata dai lodisti. Il Toro aveva già tutto pronto con anche gli accordi siglati con gli sponsor.

“Ero ospite in trasmissione con Aurelio Benigno ed intervenne Cairo via telefono, dissi a Cairo in diretta di fare un confronto con lui dove e come voleva lui non rispose mai!”

Il conduttore della trasmissione sottolinea che fu chiamato come diesse Michele Padovano che siglò diversi contratti di giocatori tra cui Oscar Brevi, Dudu, Ardito, Martinelli, Marinelli oltre gli accordi già fatti con i contratti di Roberto Stellone e Ezio Brevi mentre in procinto di definizione Roberto Muzzi. Cairo ne acquistò altri 7 oltre al prestito di Muzzi già definito da Giovannone.

A precisa domanda ma perché avete ceduto il Toro, la risposta dell’Avvocato Marengo è sibillina oltre che inquietante: “Ci chiama Chiamparino e ci dice: “c’è un imprenditore alessandrino che è interessato al Toro ma non so chi sia”. “Chiamparino non sapeva neanche chi era Cairo!” Ma perché cedere? “Fummo attaccati dalla piazza in modo pesantissimo. Mi chiamò un dirigente della Digos consigliandomi di allontanare la mia famiglia. Io e Rodda usciamo dal comune saliamo su un taxi uscendo dal Comune e ci hanno inseguito prendendo a calci le porte. Ci siamo trovati aggrediti anche fisicamente con le citofoniere bruciate.”

L’avvocato a questo punto dichiara testualmete: “ IO E SERGIO RODDA RICEVEMMO UNA TELEFONATA CHE CI CONSIGLIO’ DI LASCIARE IL TORO MA NON POSSO DIRE DA PARTE DI CHI. IO ERO SEDUTO AL MIO TAVOLO SI APRE LA PORTA E VEDO RODDA CHE ENTRA NELLA MIA CAMERA BIANCO IN VOLTO DICENDOMI CHE MI HA APPENA TELEFONATO…. MI HA DETTO DI MOLLARE. SUBITO DOPO SUONAVA IL MIO TELEFONO.”

Parole pesantissime quelle dell’Avvocato in diretta e che gettano comunque ombre ovviamente non su Cairo ma su persone “oscure” che evidentemente avevano interessi nel Torino.

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