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Scossone rifiuti nel Lazio, il TAR dà ragione a RIDA Ambiente: bocciate le autorizzazioni della Regione a Ecosystem

Una sentenza che scuote il sistema di gestione dei rifiuti nel Lazio e mette sotto accusa le autorizzazioni rilasciate dalla Regione. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sezione Quinta, con la sentenza numero 15910/2026, pubblicata il 12 ottobre, ha accolto il ricorso presentato da RIDA Ambiente S.r.l., dichiarando illegittimi gli atti con i quali era stata autorizzata l’attività di trattamento dei rifiuti presso l’impianto Ecosystem S.p.A. di Pomezia, in via della Solforata.

Al centro della controversia, iniziata nel 2019, l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Lazio a un impianto che, secondo quanto accertato dai giudici amministrativi, non disponeva della necessaria sezione di stabilizzazione biologica per il trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani indifferenziati. Una carenza ritenuta incompatibile con le migliori tecniche disponibili previste dalla normativa europea, finalizzate a ridurre la putrescibilità dei rifiuti, la produzione di gas climalteranti e la formazione di percolato.

Particolarmente significativo il ruolo dell’ARPA Lazio, che aveva già evidenziato nel procedimento autorizzatorio numerose criticità relative all’assetto tecnologico e gestionale dell’impianto. Osservazioni richiamate espressamente nella sentenza, con le quali l’Agenzia aveva segnalato la mancata conformità alle migliori tecniche disponibili, proprio per l’assenza delle linee di stabilizzazione della frazione organica.

Il TAR ha inoltre respinto le argomentazioni difensive di Ecosystem, secondo cui la frazione umida presente nei rifiuti trattati sarebbe stata inferiore al 15%, chiarendo che tale percentuale non poteva giustificare l’attività autorizzata, essendo riferita a disposizioni applicabili agli impianti di discarica e non a quelli di trattamento intermedio.

La pronuncia arriva dopo un lungo percorso giudiziario. Nel 2023 il ricorso di RIDA Ambiente era stato dichiarato inammissibile, ma il Consiglio di Stato, con la sentenza numero 9817 del dicembre 2025, aveva ribaltato quella decisione, riconoscendo l’interesse concreto della società a contestare le autorizzazioni e rinviando la causa al TAR per l’esame del merito.

Un altro passaggio particolarmente rilevante riguarda i possibili risarcimenti. I giudici hanno infatti riconosciuto la permanenza dell’interesse di RIDA Ambiente all’accertamento dell’illegittimità degli atti anche ai fini di una successiva azione risarcitoria, evidenziando che i provvedimenti contestati potrebbero aver arrecato un danno ingiusto durante il periodo della loro efficacia.

La decisione rappresenta dunque una significativa vittoria giudiziaria per RIDA Ambiente e solleva interrogativi sulle valutazioni compiute dalla Regione Lazio nel rilascio delle autorizzazioni ambientali, soprattutto alla luce delle criticità tecniche già segnalate dall’ARPA. Dopo oltre sette anni di contenzioso, il TAR ha pronunciato una conclusione netta: il ricorso è fondato e gli atti impugnati sono illegittimi.

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