Villa Glori, gli organizzatori non arretrano: “Il 6 settembre l’evento si farà. Roma non può avere paura dei giovani”

Il 6 settembre a Villa Glori l’evento “Morning Glori” si farà regolarmente. Dopo le polemiche e le preoccupazioni sollevate in questi giorni sull’iniziativa musicale gratuita in programma nel parco romano, gli organizzatori intervengono per chiarire natura e modalità dell’appuntamento e respingere l’immagine di una Villa Glori trasformata in una “discoteca a cielo aperto”.
“L’evento si farà e sarà un inno alla libertà”, afferma Luca Carinci. “Rispettiamo le preoccupazioni espresse in queste ore, ma alcune rappresentazioni dell’iniziativa non corrispondono alla realtà. Parliamo di un evento culturale e musicale gratuito, in programma dalle 18 a mezzanotte, organizzato nel rispetto delle prescrizioni previste, dei limiti acustici, dell’ambiente e di un luogo che conosciamo bene e che intendiamo tutelare”.
Al centro della replica c’è soprattutto l’idea che musica, socialità e tutela del verde non debbano necessariamente essere considerate incompatibili. “In grandi capitali come New York, Londra e Parigi i parchi pubblici ospitano da decenni musica, cultura e momenti di aggregazione. Nessuno per questo pensa che Central Park, Hyde Park o gli spazi verdi parigini debbano essere sottratti alla vita delle città. La vera sfida è riuscire a far convivere la tutela dei luoghi con una loro fruizione responsabile e contemporanea”.
Gli organizzatori assicurano dunque particolare attenzione alla salvaguardia di Villa Glori e al rispetto delle regole, ma rivendicano allo stesso tempo il diritto della città e soprattutto delle nuove generazioni a vivere gli spazi pubblici. “Tutelare un parco non significa renderlo immobile. Roma non può chiedere ai giovani di partecipare alla vita della città e poi considerare un problema ogni nuova occasione di incontro e socialità. Vogliamo dimostrare che un altro modello è possibile: musica fino a mezzanotte, ingresso gratuito, rispetto delle regole, attenzione all’ambiente e uno spazio pubblico vissuto dalle persone”.
Nessuna contrapposizione, assicurano gli organizzatori, con i residenti o con quanti hanno manifestato perplessità. “Non sarà una sfida contro qualcuno e tantomeno contro chi vive nella zona. Vogliamo che sia una festa per Roma. Le polemiche di questi giorni, semmai, ci hanno convinto ancora di più dell’importanza del messaggio che intendiamo lanciare”.
Un messaggio che Carinci lega anche al tema della socialità nell’epoca dei social network: “Viviamo una fase nella quale troppo spesso i rapporti passano attraverso uno schermo. Il 6 settembre vogliamo invece celebrare la libertà di incontrarsi davvero, ascoltare musica insieme e condividere uno spazio pubblico. Una città viva deve saper offrire occasioni di aggregazione senza rinunciare al rispetto dell’ambiente e delle regole. È questa la Roma che immaginiamo: una capitale europea capace di tutelare i propri luoghi e, nello stesso tempo, di farli vivere”.





