Editoriale del Direttore

RIFLESSIONI DEL DIRETTORE – LE GOCCE NEL MARE

Chi, come me, ha preso per la coda la Seconda Guerra Mondiale, forse è stato fortunato, relativamente. E sì, perché ad un trauma così forte, che vide di tutto, dai lager alle bombe atomiche, seguì una fase di rinascita netta, con la consapevolezza che la strada da percorrere era una e che dopo tanto sfracello ci fosse soltanto una prospettiva di riscatto, sia pure con le visioni diverse, da cui si è originata una logica divisoria tra Nord e Sud, tra Est ed Ovest, la Guerra Fredda in tutte le sue declinazioni. Oggi la differenza è che sono venute meno le ideologie politiche e gran parte delle motivazioni religiose o ideali laiche, sostituite da inconfessabili interessi pelosi ispirati sostanzialmente al lucro e mascherati anche istituzionalmente con sigle, rituali convenzionali, movimenti legati alle emergenze, ma svincolati da obiettivi sostanziali. Per cui, si attiva una tregua in Siria rotta dagli stessi “garanti”, l’ONU denuncia e riconosce l’esodo biblico di oltre sessantacinque milioni di persone, ma poi dichiara di potersi occupare del cinque per cento degli sventurati, investendo tre miliardi di dollari, attraverso un coinvolgimento minoritario di cinquanta Paesi: davvero poche misere gocce solidali nel mare della disperazione. Il Papa va ad Assisi per la giornata interreligiosa Sete di Pace e deve fare i conti con una realtà che ormai prescinde dalla fede. Oggi forse Malagò incontra la Sindaca di Roma, Raggi, per avere la comunicazione ufficiale del NO olimpico, mentre, secondo la legge dell’uno più uno due e non tre, ci si avvia al recupero della “Proporzionale” con preferenze, memori di quella che fu definita nel 1953, da Pietro Calamandrei, la Legge Truffa. Si, perché De Gasperi e gli alleati della DC si avvalsero della Legge Scelba per tentare di avere “stabilità di governo” con il sessantacinque per cento dei seggi nei due rami del parlamento, superando con una coalizione di liste il cinquanta per cento. Le opposizioni con Pci e Psi, in particolare Togliatti, si scagliarono contro la norma e ci furono sedute tumultuose, come quella in cui si svolsero le votazioni sulla proposta di Oscar Luigi Scalfaro (Dc) per accelerare il ritmo della discussione. Nella rissa si scagliò di tutto: sedie, calamai e tagliacarte, i fratelli Paietta (Pci) usarono i braccioli delle sedie come arma di offesa, ma alla fine la proposta Scalfaro fu approvata. Le opposizioni al momento del voto abbandonarono l’aula. Poco prima del voto finale si giunse di nuovo alle mani: il ministro Randolfo Pacciardi rimase lievemente ferito mentre il ministro Ugo La Malfa fu schiaffeggiato dal senatore Emilio Lussu. I senatori della sinistra (tra cui Umberto Terracini e Sandro Pertini) chiesero al presidente della Repubblica Einaudi di non promulgare la legge ma non furono esauditi. Le successive elezioni del 7 giugno 1953 non coronarono però il sogno di De Gasperi. La Dc e i partiti satelliti (Psdi, Pli, Pri, Partito sardo d’azione, Svp) si fermarono al 49.8%. Per 54.968 voti il premio di maggioranza andò in fumo. Un fallimento che sancì la fine dell’era De Gasperi. La legge truffa venne infine abrogata nel giugno del 1954 su proposta di Pietro Nenni. Oggi, a posizioni ribaltate, è il PD che tenta con problemi di portare a compimento la proposta dell’Italicum, che sembra destinata a non arrivare al giudizio referendario. Piuttosto, penso io, ci si dovrebbe preoccupare di dare un taglio al disagio giovanile, ai fenomeni di bullismo non soltanto “cyber”, ripartendo dallo sport e dall’educazione civica nella scuola. Investire nelle strutture e nelle risorse umane a livello educativo, dare un peso sostanziale al ruolo sociale dello sport significa ridare fiato alla nostra società civile, che deve ritrovare nel rispetto delle regole e nello stile di vita corretto i pilastri di una rinascenza, che non ci viene e non ci verrà dalla sbilenca Europa, piena di se, di ma, di lacciuoli, di regole vessatorie, di bandi inutili e di vuote chiacchiere tra Strasburgo e Bruxelles, salvo gli egoismi nazionali che sull’emergenza immigrati la dicono molto lunga. D’altra parte, se questo non inficia l’Euro, la regola “Ognun per se e Dio per tutti” consolidata dai tempi dei tempi e adottata senza remore dai nostri partner continentali la conosciamo bene, come quella romana consolatoria che sentenzia: “A chi tocca non s’ingrugna!”.

Ruggero Alcanterini

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