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Rifiuti, Ecoitaliasolidale: La Capitale deve tornare ad essere la città più bella del mondo, non certo quella della “monnezza”

Nota di Piergiorgio Benvenuti ex presidente della municipalizzata Ama nel periodo agosto 2011 oggi presidente del movimento ecologista Ecoitaliasolidale

Roma è una città meravigliosa per la sua storia, i suoi monumenti, affascinante per la sua bellezza, ma è anche una città sporca. E’ sempre più diffusa l‘idea di associare la città Eterna all’immagine di topi, cinghiali, blatte e gabbiani che cercano il proprio cibo fra i rifiuti  accatastati intorno ai cassonetti stracolmi da giorni.
Anche la stampa internazionale,  le Tv straniere, i social hanno immortalato scorci di vita quotidiana con foto e video di  rifiuti capitolini che hanno fatto il giro del mondo e che certamente non hanno dato del nostro Paese una immagine positiva. A nulla sono valse le proteste non solo dei cittadini, ma anche di personalità note dello spettacolo,  che hanno chiesto un cambio di passo sul decoro e la pulizia della città. Sta di fatto che stanno cambiando i Sindaci e le amministrazioni, ma l’immagine è sempre la stessa, i rifiuti in bella vista all’ombra del Colosseo.
Questa volta ad intervenire è Piergiorgio Benvenuti, che da sempre si è occupato di ambiente e rifiuti, Presidente proprio della municipalizzata Ama nel periodo agosto 2011 sino al gennaio 2014 ed oggi portavoce  del movimento ecologista Ecoitaliasolidale. “Ormai ci sono turisti che si fotografano accanto  ai meravigliosi monumenti di Roma, ma anche accanto ai cassonetti dei rifiuti, maleodoranti e stracolmi, come voler immortalare una caratteristica di Roma, la “monnezza”. L’ho potuto direttamente vedere in pieno centro storico,  a Piazza di Pietra ed  in pieno giorno, con una coppia di turisti, americani, lui che ha fatto  mettere in posa la sua compagna proprio accanto al cestino pieno sino all’inverosimile. E’ una pessima immagine, un atto che mi ha profondamente colpito e che deve trovare soluzioni immediate”.
“Proprio in  queste settimane si sta sviluppando un dibattito molto acceso a seguito della decisione del sindaco Gualtieri di dotare Roma di un mega  termovalorizzatore, un altro grande problema della Capitale quella dell’impiantistica che deve trovare soluzioni tempestive e condivise con i territori. Un intendimento  che ritengo non possa prescindere da un progetto complessivo che comprenda l’ aumento e la qualità della raccolta differenziata ad oggi ferma, la diminuzione della produzione pro-capite dei rifiuti ed un piano industriale che  preveda non solo un Termovalorizzatore ma anche   impianti per il trattamento delle varie frazioni. Chiaramente senza tralasciare l’importanza  di un adeguato programma di pulizia, spazzamento, sanificazione dei cassonetti e lo svuotamento con tempi certi. Insomma non è più possibile far associare le bellezze della Capitale al tema dei rifiuti.
Un tema sempre dibattuto, basti pensare che ad Atene nel 320 a.C. se ne occupava la Costituzione che prevedeva un servizio pubblico ante litteram di pulizia delle strade da parte di operatori, i cosiddetti coprologi, ed anche nella Roma antica,  nel II’ e III’ secolo d.C. , si prevedeva a ridosso del Porto di Ripa Grande, su Monte Testaccio, uno smaltimento di rifiuti di terracotta, con 25 milioni di anfore, oggi nota come Monte de’ cocci.  Sono passati secoli, ma il complesso tema dei rifiuti a Roma, non trova soluzioni, anzi peggiora nel tempo.  E se quindi  ribadisco l’importanza delle“5 R”: Riduzione, Riuso, Riciclo, Raccolta, Recupero aggiungendo la R della Responsabilità Collettiva, il coinvolgimento cioè del singolo cittadino che deve considerare la propria città, le strade come gli spazi verdi,  come un bene comune da difendere in prima persona, sostengo che debba essere garantito un servizio adeguato, peraltro pagato con una Tari fra le più alte del Paese.  Altrimenti cadiamo nell’ipotesi secondo la “teoria delle finestre rotte” degli scienziati sociali James Q. Wilson e George L. Kelling secondo i quali vi sarebbe un forte legame tra le condizioni ambientali e i comportamenti, e vale per la sicurezza come per il decoro. Quindi se un ambiente è ordinato e pulito si invia il segnale che l’area è monitorata e si autoalimenta e si incrementa la percezione che le autorità rispondano efficacemente  alle situazione di degrado, coinvolgendo i cittadini, compresi i turisti, ad evitare di gettare in terra anche un frammento di carta. Tutto ciò può funzionare -conclude Benvenuti-  se i cassonetti, i cestini vengono svuotati, sanificati, le strade spazzate, così rivedremo i turisti fotografare solamente i monumenti più belli del mondo e non certo la “monnezza” romana.

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