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Con Put the ball and…run! Il Fair Play, dallo sport al mondo del digitale e dei pagamenti

Per capire bene, per comprendere la vera importanza di quanto emergerà nell’annunciato evento del 31 ottobre al Salone d’Onore del CONI, per la presentazione di PUT THE BALL AND… RUN!, con l’intervento del Presidente, prof. Maurizio Pimpinella, provate a leggere il capitolo sul fair play del pay, contributo del CNIFP, inserito nel volume presentato in anteprima dall’APSP (Associazione Prestatori di Servizi di Pagamento) sei giorni fa alla Camera dei Deputati. Tra le centinaia di aziende che hanno concorso al successo del XV Digital & Payment Summit ( 15 workshop, oltre 50 relatori e più di 700 partecipanti con intervento conclusivo del Presidente del Comitato Italiano fair Play) a Roma il 13 giugno, ci sono anche quelle come SISAL, Lottomatica e Samsung ed altre, che intrattengono rapporti operosi con il mondo dello sport e in particolare del CONI, Aziende che potrebbero scendere in campo per sostenere quella promozione trasversale della cultura sportiva e dell’attività motoria, latente per necessità e negligenza delle scelte, che sarebbe una benedizione salvifica per la salute della nostra società a maggioranza sedentaria e a rischio di pandemia glicemica. Il modello dei Trofei di Milano è un format di grande successo sperimentato con tre milioni e mezzo di partecipanti in oltre mezzo secolo all’Arena per la pervicacia del suo ideatore e Franco Ascani, che ha aderito a PUT THE BALL AND … RUN!, anche con un contributo video sullo sport e la pace esemplificativo del ruolo della FICTS (Federation International Cinema Television Sportifs) da lui presieduta. L’esperienza consolidata dei Trofei potrebbe essere estesa senza problemi all’intero Paese e questo non è soltanto un auspicio.
IL FAIR PLAY DEL PAY – Se diffondere la cultura del digitale significa rendere possibile e fruibile l’innovazione in tutte le sue declinazioni, la ricerca e la condivisione della sapienza digitale, senza distinzione di censo ed età, orientata strategicamente sul versante di un sistema essenziale come quello dei pagamenti può fare, allora la cultura digitale può fare davvero la differenza. L’espressione “ Fair Play “, gioco corretto, presuppone il rispetto delle regole. Il Comitato Nazionale Italiano Fair Play, rappresentante nel nostro Paese di un sistema europeo e mondiale (European Fair Play Movement e International Fair Play Committee) dal 1994, nel 2013 ha sottoscritto con l’ANCI un protocollo d’intesa per la promozione delle deleghe assessorili al fair play nei comuni italiani, quindi nel 2017 ha iniziato un ulteriore percorso nella società civile sottoscrivendo un accordo di collaborazione con l’ Associazione Italiana Prestatori di Servizi di Pagamento. Avendo come prima regola non scritta proprio il “rispetto delle regole”, il Comitato Fair Play ha ritenuto di dover trasferire nel sociale, in ognuna delle sue articolazioni ed espressioni, il virtuoso concetto della lealtà comportamentale, del gioco corretto, secondo la visione straordinaria che di questo ebbe William Shakespeare, coniando la definizione di tutto ciò nella sintesi “fair play”. Il rispetto che si deve avere nei confronti degli altri, parte da una condizione fondamentale, ovvero quella del rispetto per se stessi, per l’intera collettività, che deve essere messa in condizione di fruire equanimemente dei vantaggi derivanti dall’innovazione . Secondo i principi etici e i valori del fair play le risultanze generate possono essere realmente positive, solo se con modalità di assoluta trasparenza e accessibilità, frutto di onestà intellettuale. Ecco, dunque, che per introdurre un diverso sano rapporto con il danaro, con quello che nella storia dell’uomo ha avuto spesso risvolti negativi, determinando le peggiori pulsioni legate alla sua scorretta gestione, si arriva naturalmente a quello che oggi è consentito dall’innovazione e che si sintetizza nel metodo di pagamento elettronico. La tracciabilità e la sicurezza trovano completamento con una serie di vantaggi, che garantiscono equità e salvaguardia rispetto a truffe, raggiri e rapine, piuttosto che dall’ usura di prossimità e dall’ emergenza organizzativa, oltre che economica. Infatti, lo stesso ampliamento del sistema a strumenti elettronici nati per la comunicazione, l’estensione del pagamento digitale anche per piccole necessità legate alla mobilità, piuttosto che al commercio, ovvero ad ogni ambito in cui sia prevedibile l’esborso del contante per acquisti o servizi, può davvero favorire un circuito virtuoso in cui questioni di età, censo, genere, salute, etc. possono essere superate, introducendo appunto un elemento fondamentale, che è quello del rispetto, a prescindere dalla consistenza della borsa o del portafogli, eliminando alla radice tradizionali fattori di discriminazioni e rischi. Dunque, la sicurezza e la vita easy per tutti, purché prestatori e fruitori del sistema, siano nella condizione di partecipare nella chiarezza e nella facilità di ottenere un vantaggio dal digitale: mai come in questa situazione diventa valido il contrario del paradosso “olimpico” attribuito a de Coubertin, ovvero che l’importante non è solo partecipare, ma anche vincere, determinando una società civile smart, anticipandone un futuro diverso e migliore, proprio attraverso un sistema atto a garantire gli esiti e ridurre tempi e costi. Un comportamento “Fair Play” si determina tra gli umani e si estende al creato, all’ambiente globalizzato che non sopporta più gli agenti inquinanti. Sicuramente, il mezzo elettronico è il più virtuoso, consentendo la riduzione se non l’eliminazione delle sofisticazioni, di sovrastrutture, di tempi burocratici, di controlli, anche nel rispetto del “Clean Development Mechanism”, alla base del protocollo di Kyoto e dei successivi, sino al COP 21 di Parigi . Per concludere, dunque, non limitare il concetto di comportamento corretto al solo mondo dello sport, ma mutuarlo. Se nel calcio si sono introdotte regole di “Fair Play finanziario”, legate alla sostenibilità ed alla trasparenza delle gestioni dei club, anche in altri ambiti si sente l’esigenza di regole che siano più stringenti delle sole regole di legge. Da questo punto di vista i pagamenti elettronici, nel loro profilo fair play, evitano l’aggiunta di regole pleonastiche, incomprensibili ed aggirabili, portando il valore aggiunto delle modalità certe, alleggerendo tutto il sistema dal peso eccessivo dei costi sociali legati all’uso del contante. In definitiva, siamo in prossimità di un patto etico possibile, necessario, di una rivoluzione epocale che, determinando una condivisione globale della sapienza digitale, riteniamo ci possa introdurre in un futuro diverso e migliore con l’imperativo “Fair Pay, Fair Play!”.

Ruggero Alcanterini

Direttore responsabile de L’Eco del Litorale

 

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