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Il progetto per il “WORLD CANCER DAY” fa tappa a Roma

Il progetto di Fondazione Mondo Digitale e Janssen Italia, l’azienda farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson, prosegue il suo calendario di eventi regionali e arriva al Liceo E. Amaldi di Roma per incontrare oltre 100 studenti in un momento formativo interattivo

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Ieri, al Liceo Amaldi di Roma, in vista della Giornata mondiale contro il cancro, World Cancer Day (4 febbraio) promossa dalla UICC – Union for International Cancer Control e sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si è tenuto il 15esimo incontro formativo di Fattore J: iniziativa, alla terza edizione, promossa da Fondazione Mondo Digitale e Janssen Italia, l’azienda farmaceutica di Johnson & Johnson, che ha l’obiettivo di avvicinare i giovani alla scienza, infondendo in loro la fiducia nella ricerca e nei progressi scientifici per un futuro migliore e di salute.

Una sessione di confronto e sensibilizzazione dedicata oggi all’ematologia con le testimonianze degli esperti di AIL, Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma ONLUS, una tra le associazioni pazienti che dalla prima edizione sostiene Fattore J fornendo testimonianze e contribuendo a sensibilizzare gli studenti sull’importanza della corretta informazione scientifica, della prevenzione e della salute.

Ogni anno, in Italia, circa 5.800 persone sono colpite da mieloma multiplo, tumore del sangue che ha origine dal midollo osseo. Più del 90% dei pazienti colpiti da mieloma multiplo va incontro a recidiva. Nell’ultimo ventennio, però, grazie alla ricerca, la sopravvivenza mediana è passata da circa 36 mesi a 7 anni[1].

Grazie alla ricerca scientifica abbiamo già dato un contributo fondamentale alla lotta e alla cura di patologie che hanno impatto sulla vita di molte persone. Dichiara Mario Sturion, amministratore delegato di Janssen Italia, l’azienda farmaceutica del Gruppo Johnson&Johnson – Come nel caso di alcuni tumori del sangue, in cui la ricerca è riuscita a dare delle risposte a molti quesiti terapeutici fino a pochi anni fa insoddisfatti, fornendo sempre nuove efficaci opzioni ai clinici. Siamo orgogliosi di impegnarci in questo progetto per promuovere la cultura nella scienza, una corretta informazione scientifica e comportamenti di inclusione e di empatia verso chi è malato”.

L’incontro rafforza l’obiettivo di Fattore J che dopo gli oltre 200mila studenti raggiunti nelle due edizioni passate, quest’anno prosegue il suo calendario di lezioni in presenza e online in diverse regioni italiane coinvolgendo oltre 3 mila giovani delle scuole superiori.

I ragazzi che hanno aderito a Fattore J sono coinvolti anche in sessioni pratiche su tecniche di podcasting, video making, grafica e storytelling, per potersi cimentare in un grande contest che li vedrà protagonisti nel loro racconto della “salute del futuro.” I lavori dei giovani saranno selezionati e giudicati da una giuria d’eccezione composta da professionisti del mondo della comunicazione e della scienza. I vincitori nelle singole categorie saranno premiati nell’evento milanese di maggio e vedranno i propri capolavori promossi sulle diverse piattaforme disponibili.

La risposta positiva dei ragazzi coinvolti nel progetto, sin dalle prime battute, dimostra quanto sia importante fornire delle occasioni di riflessione costruttiva su alcuni temi legati alla salute. Pensiamo alla giornata di oggi: grazie alla presenza di un’associazione come AIL riflettiamo sull’importanza della ricerca e su come sviluppare un atteggiamento empatico e costruttivo rispetto a chi si trova in condizioni di malattia. Solo passando attraverso momenti qualificanti come questo riusciamo a trasmettere ai ragazzi l’importanza di pianificare e valorizzare il proprio futuro personale e professionale” –commenta Mirta Michilli, direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale.

Luisa Clausi Schettini, direttrice AIL Roma, intervenuta nel corso dell’incontro ha rilevato: “Un’associazione come la nostra che sostiene i malati di tumori del sangue si prende carico dei loro bisogni a tutto tondo. Rientra in questa missione sostenere la ricerca scientifica per nuove cure, ma anche favorire le cure domiciliari per i pazienti nel comfort della propria casa. Per noi è importante anche assicurare l’assistenza ai caregiver, ad esempio alle famiglie che vengono da località lontane dai luoghi di cura, ospitandoli nelle Case AIL insieme ai pazienti. Infine, tra i progetti c’è anche il laboratorio di psico-oncologia… sono solo alcuni dei nostri importanti sforzi per i quali ringraziamo le donazioni, i volontari, le famiglie i pazienti con la loro forza”.

 

[1] (fonte: studi Congresso della Società Americana di Ematologia dicembre 2022).

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