
“Mentre il Governo proroga per pochi giorni il taglio alle accise e cerca le coperture economiche per salvare il controesodo degli italiani, appare sempre più evidente la necessità di misure strutturali per affrontare il problema del costo dei carburanti, strettamente connesso a crisi internazionali che non sembrano destinate a risolversi in tempi brevi. L’idea di tassare gli extraprofitti può rappresentare una risposta parziale, ma il problema è molto più ampio e non riguarda soltanto il potere d’acquisto delle famiglie. L’intero sistema della logistica e del trasporto è in forte difficoltà e, dopo mesi di aumento dei costi, molte imprese vedono ridursi drasticamente margini e profitti. Serve una misura strutturale sul modello di quella introdotta in Spagna: prevedere nei contratti di trasporto una clausola di adeguamento dei costi legata alle variazioni del prezzo dei carburanti. Sarebbe sufficiente una norma che permetta di adeguare la componente relativa al carburante nel prezzo del trasporto quando aumenta il costo del gasolio, ormai arrivato a 2,2 euro al litro. Il problema riguarda un’intera filiera e come tale deve essere affrontato: se i contratti di trasporto non potranno essere adeguati all’aumento del gasolio, decine di aziende rischiano di entrare in crisi e migliaia di lavoratori potrebbero pagarne le conseguenze. Occorre quindi una norma che consenta di trasferire una parte della variazione del prezzo del carburante sul costo del trasporto e sui relativi contratti, attraverso una revisione applicabile quando il prezzo del carburante cambia tra il momento della conclusione del contratto e quello dell’effettiva esecuzione del viaggio. Naturalmente il meccanismo dovrebbe funzionare anche al contrario: in caso di diminuzione del prezzo del gasolio, dovrebbe ridursi anche il valore del contratto, con l’obbligo di indicare la variazione in fattura. La Spagna applica questo sistema da anni e recentemente lo ha ulteriormente rafforzato. Inizialmente era prevista una soglia fissa del 5%: raggiunto un aumento del carburante pari al 5%, scattava la revisione automatica del contratto. La nuova formulazione tiene invece conto dell’incidenza effettiva della variazione in relazione al viaggio, alla tipologia di trasporto e al mezzo utilizzato. È un modello che l’Italia dovrebbe valutare. Per questo, come Federazione Europea Operatori della Logistica Integrata, chiediamo al Governo di intervenire con urgenza attraverso un decreto legge che introduca una riforma vitale per il sistema della logistica e del trasporto, evitando il rischio di una pericolosissima crisi dell’intera filiera”. Lo dichiara Enrico Folgori, presidente di FEOLI (Federazione Europea Operatori della Logistica Integrata).
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