
Dal 1° febbraio 2026 è pienamente operativo il nuovo sistema di autoesclusione dal gioco online dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’ultimo passo di una riforma partita a novembre 2025 con il nuovo regime concessorio.
Non è più uno strumento uguale per tutti: un giocatore può ora scegliere se chiudersi fuori da un singolo prodotto, da un operatore o dall’intero mercato legale, per un periodo che va da una settimana a nove mesi, oppure addirittura a tempo indeterminato.
Prima di arrivare a questo punto vale però la pena ricordare la regola di base del gioco legale in Italia: affidarsi solo a piattaforme con licenza ADM, le uniche autorizzate a offrire questi strumenti di tutela.
Su portali comparativi come migliorisitiscommesse.it si può controllare quali operatori hanno licenza ADM attiva in Italia e quali strumenti di autolimitazione offrono, una verifica da fare prima di aprire un conto, non dopo. Detto questo, vediamo cosa cambia con le nuove regole sull’autoesclusione, uno strumento che nel solo 2024 aveva già coinvolto quasi 190.000 persone, secondo i dati raccolti dall’industria del gioco.
Il Registro Unico degli Autoesclusi (RUA) nasce nel 2018 ed è gestito direttamente dall’ADM: chi si iscrive viene bloccato automaticamente su tutti gli operatori con licenza italiana, senza dover chiedere l’esclusione sito per sito o sala per sala. Fino allo scorso autunno il sistema era piuttosto rigido: pochi intervalli di tempo fissi, 30, 60 o 90 giorni, e una sola modalità, tutto o niente, che copriva l’intero ventaglio di giochi offerti da un operatore, dalle scommesse sportive alle slot, senza distinzioni.
Chi voleva allontanarsi solo dal casinò online, magari continuando a seguire con moderazione le scommesse sul proprio sport preferito, semplicemente non poteva farlo. Con l’autoesclusione generale in vigore dal 13 novembre 2025 e quella parziale dal 1° febbraio 2026, questa rigidità sparisce.
Il giocatore può ora scegliere fra tre livelli di protezione:
- una singola categoria di gioco, per esempio solo le slot, mantenendo l’accesso alle scommesse sportive
- tutti i prodotti offerti da un unico concessionario, per chi vuole allontanarsi da un operatore specifico senza rinunciare al gioco in generale
- tutti gli operatori legali online contemporaneamente, la vera iscrizione trasversale al RUA
Cambiano anche i tempi: alle vecchie soglie di 30, 60 e 90 giorni si aggiungono periodi personalizzati da un minimo di 7 giorni a un massimo di 270, circa nove mesi, oltre alla possibilità del tempo indeterminato per chi preferisce un blocco senza scadenza. In teoria questa maggiore precisione permette di calibrare lo strumento sul rischio reale percepito da ciascuno, invece di imporre un blocco totale che molti finora hanno trovato troppo drastico da attivare, e per questo hanno evitato.
La procedura resta gratuita e non richiede di motivare la scelta: basta autenticarsi con SPID o CIE, gli stessi sistemi ormai obbligatori anche solo per aprire un conto di gioco, dopo la verifica del documento d’identità presso l’Anagrafe tributaria.
Durante l’autoesclusione non si può giocare online sui prodotti bloccati, né aprire nuovi conti presso altri concessionari se si è scelta la modalità trasversale, ma il conto resta accessibile per prelevare il saldo residuo o per chiuderlo definitivamente. Per tornare a giocare bisogna rispettare i tempi di ripristino previsti dalla modalità scelta all’inizio: non basta cambiare idea da un giorno all’altro, ed è probabilmente il punto più utile della riforma, perché le ricadute più impulsive avvengono proprio nelle ore o nei giorni successivi a una decisione presa a caldo.
L’autoesclusione non è l’unico strumento a disposizione. Gli stessi concessionari devono offrire limiti di deposito, di spesa e di tempo di gioco, impostabili direttamente dall’area riservata senza passare dall’ADM: chi non vuole arrivare al blocco totale può partire da lì, fissando per esempio un tetto mensile di spesa o un avviso automatico dopo un certo numero di ore consecutive di gioco. Sono strumenti meno drastici, pensati per intercettare comportamenti a rischio prima che diventino un problema conclamato, e si affiancano al RUA più che sostituirlo.
Le nuove regole sull’autoesclusione fanno parte di una riforma più ampia del settore, quella avviata con il decreto legislativo 41 del 2024, che ha già ridisegnato il regime delle concessioni online in vigore da novembre 2025. Nello stesso pacchetto rientrano anche i nuovi obblighi di identificazione per aprire un conto di gioco e una comunicazione più puntuale che i concessionari devono garantire agli utenti su limiti di spesa, di tempo e di deposito, non solo sull’autoesclusione.
Difficile dire già oggi se la maggiore flessibilità spingerà più persone a usare questi strumenti: restano comunque volontari, quindi limitati a chi decide da solo di attivarli. Lo si capirà, con ogni probabilità, non prima di un anno di dati alla mano.
Nel frattempo, la cosa più concreta che un giocatore può fare resta verificare che l’operatore scelto sia davvero autorizzato ADM, perché è da quella licenza che discendono tutti gli obblighi appena descritti, dal RUA ai limiti di spesa fino alla verifica dell’identità in fase di apertura del conto.






