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Arrivano in Ucraina i tank USA e tedeschi

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Sempre più preoccupante la situazione della guerra in Ucraina. Dopo molte – e comprensibili – esitazioni, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha autorizzato l’invio a Kiev dei tank pesanti Leopard, quanto di meglio la tecnologia militare occidentale possa offrire.

A parte i tank USA Abrams che, però, verranno forniti anch’essi all’esercito ucraino. Si tratta di una doppia mossa che promette di alterare definitivamente gli equilibri sul campo a favore di Kiev.

Ho citato prima le comprensibili esitazioni di Scholz perché, a differenza di quanto molti pensano, la rottura degli equilibri rischia seriamente di spingere Putin verso l’avventura atomica. Per qualche motivo i russi negli ultimi decenni hanno destinato più risorse al loro arsenale nucleare che a quello convenzionale.

I risultati si sono subito visti sul campo. Mosca ha infatti inviato armi obsolete, lasciando però capire che, se necessario, potrà ricorrere alla carta nucleare. Questo nonostante gli avvertimenti USA e NATO e dei sempre più riluttanti alleati cinesi. Xi Jinping ha in più occasioni fatto capire di essere assolutamente contrario all’uso delle armi atomiche.

Non si sa fino a che punto la Federazione Russa terrà conto del parere cinese. Il fatto è che, come si è spesso detto, Putin non può perdere la faccia perdendo la guerra. In quel caso è possibile che i “falchi” del Cremlino prendano il sopravvento portando il conflitto su un piano superiore, ricorrendo per l’appunto alle armi nucleari.

E, a quel punto, lo scontro diretto tra NATO e USA da un lato, e Federazione Russa dall’altro, diventerebbe sempre più probabile, trasformando un conflitto ragionale in guerra mondiale, eventualità più volte prospettata da Papa Francesco.

Il vero promotore dell’invio dei nuovi tank è il presidente USA Joe Biden, che come sempre oscilla tra prudenza e temerarietà. Ora quest’ultima ha preso il sopravvento e l’invio dei carri americani ha di fatto sbloccato anche quelli tedeschi.

Fino a che punto è utile tale mossa? Come già detto è suscettibile di consentire agli ucraini di vincere altre battaglie sul campo, magari aiutandoli a liberare aree del Paese ora occupate dai russi.

Ma può anche rafforzare coloro che a Mosca vogliono utilizzare l’enorme arsenale atomico di cui la Russia dispone per dare una svolta definitiva al conflitto. Nessuno però considera seriamente la possibilità che in questo modo la guerra si allarghi davvero all’intera Europa e, con ogni probabilità, anche al territorio americano se Washington dovesse decidere un intervento diretto,

Nel frattempo a Kiev si sono scoperti numerosi casi di corruzione che hanno consento a Zelensky di silurare molti esponenti di spicco dell’establishment ucraino. I maligni aggiungono che gli hanno pure permesso di disfarsi di molti oppositori interni, ma non vi sono riscontri certi al riguardo.

In ogni caso è chiaro che il conflitto durerà a lungo, con la dianzi menzionata possibilità che si trasformi in guerra nucleare. La prudenza tedesca, piegata dalle pressioni USA, ormai non esiste più, e non resta che attendere gli sviluppi futuri col fiato sospeso.

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Michele Marsonet

Filosofo, Professore di filosofia della scienza e metodologia delle scienze umane, Presidente del dipartimento di filosofia e vicerettore per le relazioni internazionali dell’Università di Genova

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