
Una scomparsa che sconvolge una famiglia, due investigatori costretti a inseguire la verità tra piste che si aprono e si chiudono improvvisamente, il tempo che scorre inesorabile e una tensione che accompagna il lettore fino all’ultima pagina. Sono questi gli ingredienti de Il privilegio del diavolo, il romanzo thriller di Massimo Mazzoni, presentato il 23 maggio presso la Libreria Odradek di Pomezia, dove l’autore ha incontrato il pubblico raccontando la genesi di un’opera che affonda le radici nella sua lunga esperienza professionale nel mondo delle investigazioni.
Mazzoni, ex ispettore e dirigente della polizia di Stato e collaboratore di importanti produzioni televisive dedicate alla criminalità e alle indagini, conduce il lettore dentro una vicenda che prende avvio dalla scomparsa di Elena, un’adolescente descritta come riservata e responsabile, che un giorno non fa ritorno a casa. Da quel momento, ciò che inizialmente potrebbe apparire come un semplice ritardo si trasforma in un caso sempre più complesso, capace di travolgere non soltanto chi indaga ma soprattutto chi resta ad attendere notizie.
A guidare l’inchiesta sono due protagonisti destinati a lasciare il segno: gli ispettori Piero De Donna e Sandro Pietrucci. Diversi per carattere, metodo e sensibilità, i due poliziotti affrontano un’indagine complessa che li obbliga a confrontarsi non solo con i misteri del caso, ma anche con i propri limiti personali.
Mazzoni costruisce attorno a loro una narrazione credibile e intensa, lontana dagli stereotipi televisivi e più vicina alla realtà quotidiana del lavoro investigativo.
Durante la presentazione, l’autore ha spiegato di aver voluto raccontare soprattutto ciò che spesso rimane nascosto dietro le cronache: l’attesa, gli errori, i dubbi, le paure e le tensioni che accompagnano ogni indagine reale. Un approccio che emerge con forza nelle pagine del romanzo e che rappresenta uno degli aspetti più originali dell’opera. «Ho voluto raccontare quello che non fa notizia», ha dichiarato Mazzoni, sottolineando come la storia non sia soltanto la ricerca della verità, ma anche il percorso umano di chi quella verità è chiamato a trovarla.
La scelta della narrazione al tempo presente contribuisce ad aumentare il coinvolgimento del lettore. Gli eventi sembrano accadere sotto i suoi occhi, pagina dopo pagina, mentre la suspense cresce progressivamente. Ogni dettaglio può rivelarsi decisivo, ogni testimonianza può cambiare il corso delle indagini, ogni nuova scoperta genera interrogativi ancora più profondi. I colpi di scena non mancano, ma non sono mai gratuiti: servono a costruire un intreccio investigativo solido, nel quale nulla appare scontato.
Accanto all’aspetto poliziesco emerge con forza la dimensione emotiva. Il dolore dei familiari della ragazza scomparsa attraversa l’intera vicenda e restituisce al lettore il dramma vissuto da chi si trova improvvisamente sospeso tra speranza e disperazione. È forse questo uno degli elementi più significativi del romanzo: la capacità di dare voce non solo agli investigatori, ma anche alle vittime indirette delle sparizioni, a quelle famiglie che continuano a cercare risposte quando il tempo sembra fermarsi.
In questo contesto assumono un valore particolare anche tutte le figure che, nella realtà, operano accanto alle forze dell’ordine nei casi di persone scomparse. Magistrati, operatori specializzati, volontari e associazioni come Penelope, da anni impegnata nel sostegno alle famiglie e nella sensibilizzazione sul fenomeno delle sparizioni, rappresentano una rete fondamentale nella ricerca della verità e nel sostegno a chi vive queste tragedie.
Il privilegio del diavolo non è soltanto un thriller costruito con attenzione e competenza. È anche una riflessione sul significato della giustizia, sui limiti dell’essere umano e sulle conseguenze che una scomparsa può lasciare nella vita di chi resta. Un romanzo che appassiona gli amanti del genere investigativo ma che riesce, allo stesso tempo, a parlare delle fragilità, delle paure e delle speranze che accomunano tutti.
Per chi cerca una lettura capace di coniugare ritmo narrativo, autenticità e profondità emotiva, il libro di Massimo Mazzoni rappresenta una scoperta interessante. Un thriller che non si limita a raccontare un’indagine, ma accompagna il lettore dentro le pieghe più umane e dolorose della ricerca della verità, mantenendo viva la tensione fino all’ultima pagina senza mai rinunciare alla credibilità dei personaggi e delle situazioni.



