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Sanità, UAP boccia la nuova bozza del tariffario: “Migliaia di prestazioni ancora sottopagate”

La nuova bozza del decreto sulle tariffe della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica non convince l’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAP), che denuncia come il provvedimento non superi le criticità già evidenziate nel decreto del 25 novembre 2024, successivamente annullato con efficacia differita dal TAR del Lazio.

Secondo la presidente di UAP, Mariastella Giorlandino, il nuovo schema sarebbe stato predisposto senza un reale confronto con le strutture accreditate che ogni giorno erogano prestazioni per conto del Servizio sanitario nazionale.

“Non basta aumentare alcune tariffe – afferma Giorlandino –. È necessario dimostrare che ogni singolo importo sia realmente sufficiente a coprire i costi delle prestazioni, considerando personale, reagenti, dispositivi medici, tecnologie, manutenzioni, energia e tutti gli obblighi organizzativi richiesti alle strutture sanitarie”.

Oltre 1.500 tariffe restano ferme

L’analisi effettuata da UAP evidenzia che, su 2.040 codici della specialistica ambulatoriale, 1.591 tariffe rimangono invariate, mentre gli aumenti riguardano soltanto 448 prestazioni.

Per l’associazione il dato medio sugli incrementi diffuso dal Ministero non dimostra che tutte le prestazioni siano realmente sostenibili dal punto di vista economico. Alcune tariffe risultano infatti ancora sotto-remunerate rispetto ai costi effettivi sostenuti dalle strutture.

Le maggiori criticità riguarderebbero laboratori di analisi, diagnostica per immagini, visite specialistiche e riabilitazione, settori nei quali il costo del personale rappresenta la principale voce di spesa.

“Serve più trasparenza”

UAP contesta anche il metodo seguito nella predisposizione della bozza, sostenendo che le associazioni rappresentative degli erogatori non siano state coinvolte preventivamente né abbiano potuto verificare i dati utilizzati per definire le nuove tariffe.

“La trasparenza – sottolinea Giorlandino – significa consentire agli operatori di conoscere e verificare criteri, dati e metodologia prima che il procedimento venga concluso, non limitarsi a rendere pubblica una bozza”.

L’associazione chiede inoltre di conoscere il numero delle strutture coinvolte nell’analisi, la distribuzione territoriale del campione e le eventuali osservazioni escluse durante l’istruttoria.

Appello al Ministero dell’Economia

UAP invita il Ministero dell’Economia e delle Finanze a verificare che le risorse stanziate per l’aggiornamento tariffario siano state realmente impiegate per garantire importi adeguati ai costi delle prestazioni.

L’organizzazione ricorda inoltre che molte tariffe erano ferme da oltre dieci anni e che l’inflazione registrata nello stesso periodo ha progressivamente eroso il loro valore reale, rendendo ancora più difficile l’equilibrio economico delle strutture.

Per questo UAP chiede la sospensione dell’iter della bozza, l’apertura immediata di un tavolo tecnico con gli operatori del settore, la pubblicazione dei dati utilizzati per la definizione delle tariffe e l’introduzione di un meccanismo stabile di aggiornamento annuale.

“Le strutture accreditate non possono continuare a erogare prestazioni in perdita – conclude Giorlandino –. Se le tariffe resteranno insufficienti, saranno inevitabili una riduzione delle attività, meno investimenti, possibili tagli al personale e liste d’attesa più alte, con un conseguente aumento della spesa sanitaria a carico dei cittadini che saranno costretti sempre più spesso a rivolgersi al privato”.

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