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Pubblicata la guida per l’orientamento ai servizi di richiedenti asilo e persone migranti

Il progetto è nato dall’impulso dell’associazione Reti di Giustizia “il sociale contro le mafie” ed è stato realizzato grazie al contributo dei Comuni di Aprilia, Cisterna di Latina, Cori e Rocca Massima

Pubblicata, in formato digitale e cartaceo, la guida per l’orientamento ai servizi di richiedenti asilo e persone migranti. A presentarla, il Distretto socio-sanitario LT1.

Si tratta di un progetto, nato dall’impulso dell’associazione Reti di Giustizia “il sociale contro le mafie” e realizzato grazie al contributo dei Comuni di Aprilia, Cisterna di Latina, Cori e Rocca Massima, che gode del finanziamento del Fondo Asilo Migrazione Integrazione (FAMI 2014-2020).

La guida è stata redatta in 6 lingue per favorire la più ampia fruibilità: italiano, inglese, francese, punjabi, hindi e ucraino ed è stata realizzata nell’ambito delle attività promosse dal Progetto Prima il lavoro PRogetto per l’Integrazione lavorativa dei MigrAnti nel LAZIO, di cui la Regione Lazio è Ente Capofila. Prima Il Lavoro è un progetto che intende promuovere l’integrazione socio-lavorativa dei migranti, attraverso attività di raccordo tra le politiche del lavoro, dell’integrazione e dell’accoglienza al fine di attivare percorsi individualizzati di supporto all’autonomia ed all’integrazione dei migranti.

La Guida è uno strumento pratico per l’orientamento di persone migranti e richiedenti asilo divisa in 4 sezioni facilmente consultabili: Sezione I – Vocabolario essenziale; Sezione II – Richiedenti asilo: procedura per il riconoscimento dello status di protezione internazionale; Sezione III – Persone migranti provenienti da Paesi extra-UE prive dei requisiti per richiedere lo status di protezione internazionale; Sezione IV – Indirizzi e recapiti per servizi essenziali.

“Il progetto distrettuale, commentano i delegati alle Politiche sociali dei Comuni del distretto, nel quadro della normativa regionale e ministeriale, si prefigge la finalità di mitigare il rischio di emarginazione sociale delle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione straniera e favorire la coesione e la sicurezza sociale, attraverso azioni che aiutino a sviluppare un tessuto sociale inclusivo e che sappiano coinvolgere le comunità straniere nei processi di partecipazione a partire da un più facile ai servizi del territorio e degli enti locali. Potenziare le competenze sistemiche dei servizi rispetto alla presenza di una popolazione straniera che cambia aspetto e declinarle sulla base delle caratteristiche e dei bisogni che queste persone portano con sé significa rendere più efficienti e moderni i servizi offerti alla cittadinanza”.

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