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Mafia, sequestro beni da 1,5 milioni per Totò Riina e fami

Fatta luce su interessi del boss in aziende agricole Palermo. In particolare è stata accertata l’ingerenza di Salvatore Riina e della sua famiglia nel controllo e nella gestione di un vasto appezzamento di terreno del santuario. Le indagini del ROS hanno posto in luce l’irregolare gestione dell’azienda agricola, di fatto amministrata per conto della famiglia Riina alla quale spettava ogni decisione sia sull’utilizzo dei terreni che sulla distribuzione delle rendite, esautorando il legale rappresentante dell’azienda. Per tali motivi è stata disposta l’amministrazione giudiziaria per 6 mesi. L’operazione rappresenta un ulteriore elemento sintomatico di come l’anziano e malato capo di Cosa nostra, nonostante la lunga detenzione, sia riuscito nel tempo ad imporre il proprio volere riguardo dinamiche criminali non solo interne al mandamento di Corleone, ma anche nei più generali assetti di Cosa nostra, come hanno dimostrato, nel 2008, gli esiti dell’operazione denominata “Perseo” dei Carabinieri. I particolari dell’operazione verranno resi noti in una conferenza stampa prevista per le ore 10 presso il comando Provinciale Carabinieri di Palermo.

Lo comunica in una nota l’agenzia stampa nazionale Askanews

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