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Intervista al Senatore Saccone su Ambiente, Sanità e il “non-caso Ranucci”

Senatore Saccone, in questi ultimi mesi c’è stata molta attenzione da parte sua per le città del suo collegio. Ad Anzio, 100mila cittadini lamentano il depotenziamento dell’ospedale, in favore del Noc dei Castelli. Perché secondo lei? Cosa ci può dire in merito?

“In merito al depotenziamento degli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno, perché di depotenziamento stiamo parlando, sono semplicemente basito. Dopo il consiglio straordinario congiunto dei comuni di Anzio e Nettuno, a cui nessun esponente del Governo di centro sinistra della Regione, ha avuto la dignità di presentarsi dinanzi ai consiglieri comunali, speravo in un ravvedimento. Non si tratta di abbellire l’ospedale ma di potenziarlo con risorse umane dagli infermieri ai medici per evitare che tutti i servizi principali si trasferiscano ad Albano. Il depotenziamento si traduce in lenta agonia. Eppure bastava poco per programmare un piano di assunzioni. Ma evidentemente il centro sinistra del Lazio, non ha a cuore la zona del litorale romano.”

Sempre rimanendo in tema Sanità, i cittadini vorrebbe sapere se c’è ancora la possibilità che l’Ospedale Militare di Anzio apra ai civili, abbattendo considerevolmente così le liste di attesa per le visite.

“Ho solo un rammarico del fatto che sia caduto il governo Conte, quello giallo verde per intenderci, ossia il buon e proficuo rapporto con la Ministra Trenta con la quale c’era l’impegno a rafforzare in piena sinergia con il territorio il Policlinico militare di Anzio, al fine di rendere fruibili alcuni servizi ai civili. Ma mi adopererò presto con il neo ministro Guerini.”

Ma parliamo di infrastrutture, la strada Pontina realizzata negli anni 30, ed ora percorsa ad un limite di velocità di 50/60 km orari, per il deterioramento del manto stradale. Cosa si sta facendo in merito?

“Guardi qualcuno pensa che basti rifare il manto stradale per dire: “abbiamo messo in sicurezza la Pontina”. Una follia. Ci vuole un serio investimento per un intervento non di facciata.”

Ambiente, la gestione della Regione Lazio ha rappresentato nel corso del tempo, una serie di criticità. Un alto livello di conflittualità tra pubblici e privati, grandi ritardi per il piano rifiuti arrivato dopo 6 anni e con molti dubbi, (non c’è scritta la localizzazione delle discariche) e si basa sostanzialmente sull’impianto di Colleferro che dovrà essere costruito. Questo polo futuristico, quale possibilità ci sarà che verrà alla luce?

“Senza assunzioni di responsabilità non si va da nessuna parte. Quando ho fatto l’amministratore locale, tra l’immobilismo che placa le polemiche nell’immediato ma peggiora la qualità di vita dei cittadini e lo spiegare il perché delle ragioni di una scelta, ho sempre optato per la seconda via che è più faticosa da sostenere, ma che da ai cittadini tutti gli strumenti necessari, per analizzare le nostre scelte. Ecco il punto è proprio lì. Nè la Regione nè il Comune di Roma, sono in condizioni di assumersi delle responsabilità sulle loro scelte.”

Torniamo sul Litorale, abbiamo letto la dichiarazione del Sindaco di Anzio Candido De Angelis, in merito ad una piena legittimazione dell’Udc nella maggioranza. Cosa ne pensa?

“Mi pare francamente un non-caso. Abbiamo presentato una lista che ha raccolto quasi il 6% e abbiamo consentito alla maggioranza di centro destra di vincere al primo turno. Ha detto bene la nostra capogruppo Roberta Cafa’, non ci interessano le poltrone ma i progetti da realizzare per il bene della città di Anzio. Sulla vicenda di Pino Ranucci, che sembra in polemica con l’Udc, posso serenamente dire che Pino, apparteneva alla famiglia dell’Udc, quindi non ho mai creduto in un suo pregiudizio verso il nostro partito. Ranucci e’ persona capace e soprattutto generosa nell’impegno per le competenze a lui attribuite. Spero che presto tutto possa rientrare perché il Sindaco De Angelis, che sta facendo un ottimo lavoro, ha bisogno di concentrare le sue energie per un autentico rilancio della perla del Tirreno.”

Lei ha risposto, a domande su rifiuti, sanità e trasporti, che sono sostanzialmente quei servizi “livella” della società per i ricchi ed i poveri che indistintamente, devono usufruirne. Il sentire comune del cittadino laziale è che ci sia una scarsa qualità dei servizi. (Pullman che vanno a fuoco, mulattiere che collegano le città e ospedali senza posti letto). Il Modello sanità, trasporti e ambiente della Regione Lazio, secondo lei può essere esportato come modello nazionale?

“Dalle mie risposte è evidente che la qualità dei servizi di cui usufruiscono i cittadini della Regione Lazio, è in molti ambiti inadeguata e decadente. Lo dimostra come dice lei il sentire comune dei cittadini laziali, alle prese ogni giorno con una serie infinita di criticità. Gestire una Regione come il Lazio, mi rendo conto che non sia facile, ma ripeto di fondo c’è un immobilismo che non giova ai cittadini laziali.”

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