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I MONDIALI IN BIANCONERO

LE PAGELLE DEI GIOCATORI JUVENTINI IMPEGNATI IN QATAR DI MARCO EDOARDO SANFELICI

SZCZESNY 6,5 Non sarà Zoff, non sarà Buffon, ma la “cartolina” la bolla ad ogni gara. Anche contro il Messico (…e nuvole, il volto triste dell’America…) si esibisce nella paratona salva risultato. Nella migliore tradizione dei portieri juventini.

DANILO 8 Eupalla prende di mira solo i giocatori juventini e siccome stasera tocca a Danilo, questi si ribella e con una pernacchia sbertuccia la dea e continua la partita zoppicando, trotterellando, caracollando, ma insuperabile ed insuperato. Il resto è lezione di calcio. Sempre smarcato per proporsi ad alimentare l’azione. Magari non sa i nomi che finiscono in “…ic”, ma di serbi dalla sua parte non ne passa uno nemmeno per sbaglio. Monumentale nella corsa per dettare il passaggio in profondità, corsa forse causa dell’infortunio, ma da far vedere in ogni scuola calcio che si rispetti. Danilo, ce l’abbiamo noi…

BREMER – Non sceso in campo: capito il livello della qualità dei brasiliani?

ALEX SANDRO 7 Versione verde – oro di gran lusso. In altri termini, la continuazione del Sandro juventino ultime uscite. Entra in mezzo al campo con la disinvoltura del mediano scafato, non si concede limiti alla fetta di verde calpestata. I serbi sono anime lunghe ed alte? Niente da fare, li sovrasta e non soffre mai. Se il tiro micidiale che ammolla al portiere di “quelli là” non incocciasse il palo, sarei già per strada con la sciarpa verde, cantando “Notti magiche…”

McKENNIE 5,5 Apripista dello squadrone a strisce presente al mondiale, non impressiona minimamente. Prestazione anzi sottotono, nella norma (Bellini non ha nulla a che fare…), nel senso che giochicchia, entra sporadicamente nella manovra e poi…si infortuna: puro stile Juventus. Sulla chioma “stars and stripes”, non perdo tempo: meglio glissare.

PAREDES 5 Conta poco il rigore procurato, ma è l’unica cosa che…Paredes. Eh già, perché Paredes che venga schierato, ma Paredes che non ci sia. Il borotalco è più consistente di lui. Paredes che Arrivabene stia indagando su chi abbia dato il nulla osta all’ingaggio. Così è se vi Paredes…

RABIOT 7,5 Due gol alla Lazio e stop. Ripresa in Qatar e rete ai canguri che incassano e mettono nel marsupio. Se da noi manda in rete Kean, in nazionale manda in goal Giroud, niente di nuovo sotto il sole (o meglio dire “sotto a luna” dato che si è in uno Stato arabo!). Cioè a dire che Adrien pareggia e aggiusta il vantaggio, mentre “mamàn” gira la monovella della cassa con scampanìo incorporato. Il resto della gara è di piccolo cabotaggio, ma negli attimi topici Rabiot nemmeno tanto sommessamente, canta la marsigliese.

KOSTIC – Non ha ancora smaltito l’inconveniente dell’ultimo match di campionato e non partecipa alla sconfitta serba.

DI MARIA 6,5 Da solo è l’Argentina, ma da solo non può vincere. E se i sauditi hanno Allah dalla loro parte, la Medina è lontana. Relegato sulla fascia destra da un sedicente C.T. di nome Scaloni, butta in mezzo uno sproposito di traversoni per nessuno, poiché la “torre”, si fa per dire, è Lautaro, sempre per disposizione tattica di un C.T. d’accatto. Di Maria meriterebbe altri compagni, perché questi sono davvero mal…Messi!

MILIK S.V. Allegri ha fatto scuola: pure il C.T. polacco tiene il nostro in panca. Tanto contro il Messico Lewandowsky basta e avanza. Sì, come no… E come Allegri nella Juve alle prime partite, Arkadiusz entra ai titoli di coda. Che ormai vanno di moda in rallenty, della durata di un supplementare. Pare per ordine di quell’arbitro che a Perugia girava per il campo con l’ombrello aperto, in attesa di ordini (allora li prendeva lui).

VLAHOVIC 5 Si può avvalere dell’attenuante che la Serbia è in calando vistoso, che il Brasile sta facendo la partita e che i palloni arrivano col contagocce. Però, dovrebbe essere allenato, visto che alla Juve ne arrivano perfino di meno. Pallone numero uno: stop a seguire di 8 metri; pallone numero due, già meglio, i metri sono solo 3. Quando dico che non sa stoppare, lo dico perché è vero, mica per spocchia. Il paragone tra la cifra tecnica di Dusan e quello del peggiore brasiliano in campo, qualsiasi esso sia, è tristemente impietoso. Rimedio (non il progetto di telecronista): un’ora di fondamentali tutti i giorni, dopo l’allenamento. Da qui a sempre.

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