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Questa strana campagna elettorale

Questa strana campagna elettorale. Dopo aver notato che con la caduta di Mario Draghi abbiamo avuto la crisi di governo più stupida della storia, mi vedo costretto ad aggiungere che la campagna elettorale cui stiamo assistendo denota, anch’essa, notevoli elementi di idiozia.

E’ tutto un proliferare di minuscoli partitini fondati soltanto sull’ambizione personale di piccoli personaggi, che l’elettorato non prenderà affatto in considerazione.

L’unica vera novità è la nascita di un “blocco centrista” con Matteo Renzi e Carlo Calenda che, se i due leader scorderanno i personalismi, potrebbe in effetti modificare il quadro complessivo.

Per il resto è un disastro. Il centro-destra, dopo l’improvvida mossa di Silvio Berlusconi, è diventato una destra-destra. E il centro-sinistra, dopo l’abbandono di Calenda, appare sempre più dominato dagli estremisti.

Eppure tutti sanno che l’autunno sarà molto difficile per un sacco di ragioni. La crisi energetica causata dalla guerra in Ucraina, la pandemia che non è ancora finita, il defict pubblico arrivato a livelli mostruosi.

Si capisce quindi la preoccupazione di parecchi governi stranieri e di molti analisti internazionali. Tutti temono che l’Italia veleggi verso posizioni sovraniste e populiste. Più vicina all’Ungheria di Orban che alle grandi nazioni che formano l’architrave dell’Unione Europea.

Ma molti politici nostrani non paiono accorgersi dei pericoli e proseguono su un terreno minato. Gli elettori, dal canto loro, ci capiscono sempre meno, ed è facile prevedere un ulteriore aumento dell’astensionismo.

Un quadro davvero sconfortante, dopo che l’azione di Draghi ci aveva restituito almeno un po’ di prestigio internazionale. Ma nulla da fare. Gran parte del mondo politico italico corre verso il baratro come se nulla fosse.

Ci attende quindi un futuro difficile, giacché alle complicazioni internazionali si aggiunge l’insipienza di una classe politica che ha perduto il contatto con la realtà.

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Michele Marsonet

Filosofo, Professore di filosofia della scienza e metodologia delle scienze umane, Presidente del dipartimento di filosofia e vicerettore per le relazioni internazionali dell’Università di Genova

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