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Roma, i dati sulla natalità sono eloquenti: cosa sta accadendo

Roma, i dati sula natalità non lasciano dubbi: ecco cosa sta accadendo nella Capitale, scatta ora l’allarme

Mamma con neonato Mamma con neonato
Roma, i dati sulla natalità sono eloquenti: cosa sta accadendo – lecodellitorale

Se ti dicessi che a Roma diventare madri sta diventando una realtà sempre più tardiva, ci crederesti? Eppure, i numeri parlano chiaro: le donne della Capitale sono tra le più anziane in Italia ad avere il primo figlio, con una media che si attesta a 33.4 anni. Questo dato posiziona Roma subito dopo Oristano, la città con l’età media di 33.7 anni, un “primato” che la capitale condivide con altre grandi città come Milano, Firenze, Nuoro e Potenza.

Questi dati provengono dall’Istat, che ha pubblicato gli ultimi indicatori demografici relativi al 2024, ma la realtà che raccontano è anche influenzata dalla situazione locale, come emerge dal rapporto dell’Annuario statistico di Roma Capitale. Se a livello nazionale la media per la prima maternità si aggira intorno ai 32.6 anni, nella Capitale questa cifra si alza, testimoniando un cambiamento nelle abitudini familiari e un panorama sociale che sta diventando sempre più complesso.

Le madri Over 35: un fenomeno in crescita

Uno dei dati più significativi è che in alcuni municipi di Roma, la maggior parte delle donne partorisce dopo aver compiuto 35 anni. Parliamo di un fenomeno che non riguarda solo la capitale, ma che è in espansione anche in altre grandi città italiane, dove l’età media al parto è in continuo aumento.

Le madri Over 35: un fenomeno in crescita – lecodellitorale

Se pensiamo che l’età media per la maternità a Roma è di 33.4 anni, risulta chiaro che molte donne scelgono di aspettare più a lungo prima di avere figli. Questo potrebbe essere legato a una serie di fattori, tra cui la carriera, la stabilità economica e la disponibilità di supporto sociale.

Nel municipio I, ad esempio, dei 716 neonati iscritti in anagrafe, 354 hanno una madre tra i 35 e i 44 anni. Questo dato rappresenta la fascia d’età più numerosa. Nei municipi II, III, VII e VIII la situazione è simile, con percentuali alte di madri over 35. Al contrario, nei municipi dove la natalità è più bassa, la fascia di età più consistente è quella tra i 25 e i 34 anni.

I dati sulla natalità a Roma e nel Lazio

Il tasso di natalità a Roma è di 6.1, mentre nel Lazio è leggermente inferiore, fermandosi a 6.0. Entrambi i valori sono sotto la media nazionale, che si aggira intorno al 6.3. Il tasso di natalità si calcola come il rapporto tra il numero dei nati vivi nell’anno e la popolazione residente, moltiplicato per mille. Questo significa che, sebbene Roma sia una delle città più popolose del paese, il numero di nuovi nati è in calo.

La natalità differisce però molto da municipio a municipio. Nei municipi I, II e XII i tassi sono più bassi rispetto alla media cittadina, con valori che oscillano tra 4.8 e 5.9. Invece, nei municipi VI, III e IV i numeri sono decisamente superiori alla media di Roma, con tassi di natalità che arrivano a 7.8, 6.8 e 6.6, rispettivamente.

Le proposte per sostenere la natalità

Alla luce di questi numeri, la politica locale sta cercando soluzioni per arginare la denatalità e sostenere le famiglie. Eleonora Mattia, consigliera regionale del Pd, ha sottolineato l’importanza di agire su più fronti.

Tra le proposte c’è quella di garantire un accesso equo al social freezing, ovvero alla possibilità di conservare i propri ovuli per future maternità, e di finanziare campagne informative nei consultori, nelle scuole e nelle università. La speranza è che la proposta di legge ‘salva-nascite’ del Lazio, che affronta il problema della denatalità in modo strutturale, possa diventare un modello anche a livello nazionale.

In tutto questo, la domanda sorge spontanea: come possiamo rendere Roma, e l’Italia in generale, un posto dove le giovani donne possano sentirsi più supportate nel loro percorso di maternità, anche in un contesto sociale ed economico che pone delle sfide? Le risposte a questa domanda potrebbero avere un impatto significativo sul futuro della nostra società.

Giancarlo Spinazzola

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