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Piana delle Orme a Latina, il parco museo dedicato al novecento

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L’appennino laziale fa da sfondo alla pianura che è stata teatro degli eventi più significativi della storia del novecento.

La strada che percorriamo è immersa in grandi distese di latifondi e allevamenti di vario genere. Le strade locali sono delimitate da serie di poderi alcuni dei quali abbandonati, altri trasformati in villette di campagna; molti di questi hanno ancora affisso sulle facciate la sigla O.N.C., (Opera Nazionale Combattenti) scritto con i caratteri tipografici dell’epoca.

Addentrandoci in una rete di contrade di campagna, perdiamo i nostri sguardi nelle coltivazioni e nelle vaste pianure; una fitta serie di colonnati di alberi di eucalipto ci conduce all’ingresso del museo.

Siamo a Borgo Faiti, nel cuore dell’agro pontino romano, è qui dove si colloca il più grande parco museo riguardante la storia del novecento, il museo di Piana delle Orme.

La nascita del museo di Piana delle Orme

L’idea di costituire un museo in questo luogo è venuta all’imprenditore agricolo Mariano De Pasquale, originario di Messina che, negli anni ‘50, si è trasferito in uno dei poderi della zona per continuare a svolgere l’attività familiare di allevamento bovini. Successivamente al matrimonio con la moglie Adriana, si è dedicato alla coltivazione di ortaggi e fiori (è ricordato come uno dei maggiori coltivatori floricoli).

Alla dedizione per il lavoro di agricoltore Mariano affianca la passione per il collezionismo; riceve infatti una Jeep risalente alla Seconda Guerra Mondiale come compenso per una partita di fiori.

Da questo evento scocca la scintilla che porterà Mariano ad acquistare e conservare nel corso degli anni una quantità impressionante di oggetti, attrezzi e veicoli; dai primi del novecento fino a quelli dismessi dalle forze armate.

La decisione di rendere pubblica la collezione si concretizza nel 1996 quando viene acquisita una fattoria precedentemente utilizzata per l’allevamento di pollame, che verrà poi rinominata in Piana delle Orme, nome evocativo ad indicare il ripercorrere le orme della storia.

Come è strutturato il museo di Piana delle Orme

Il parco museale è suddiviso in due percorsi: quello agricolo e quello bellico. Il percorso agricolo consiste in cinque padiglioni che vanno dalla bonifica delle paludi pontine alla ricostruzione della vita nei campi e all’esposizione dei mezzi agricoli impiegati in quel periodo.

Il percorso bellico si apre con una vasta collezione di mezzi militari; sono infatti presenti carri armati, mezzi anfibi e veicoli utilizzati dalle forze dell’Asse e dagli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. La collezione, che conta almeno trecento esemplari, comprende anche alcuni mezzi utilizzati nella cinematografia, come ad esempio il carro armato Sherman nel film con Roberto Benigni, La vita è bella (1997).

Nei padiglioni successivi sono state rievocate, attraverso una dettagliata ricostruzione, le battaglie di El Alamein (1942), lo Sbarco di Anzio e la Battaglia di Cassino (1944).

L’esposizione prosegue anche all’aperto con un interessante allestimento di navi, aerei ed elicotteri delle forze armate tra i quali esemplari ben conservati di T6 Texan, Piaggio P-166, Lockeed PV2 Harpoon.

Il parco museale offre attrazione anche per famiglie e bambini; è possibile rimanere a contatto con la natura grazie all’ampia zona dedicata al picnic e alla presenza di alcuni animali da allevamento. Il punto di ristoro e il mercatino dell’usato, offrono momenti per fare una pausa durante la visita.

Il museo si trova in zona Borgo Faiti, strada Migliara 43 ed è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 16:00, il sabato e la domenica dalle 9:00 alle 18:00.

Per informazioni aggiuntive vi invitiamo a visitare il sito ufficiale del museo.

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In collaborazione con Marco Faccini

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