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PASSAGGIO SOFFERTO, NEANCHE POI TANTO

SPORTING LISBONA – JUVENTUS 1 a 1

SZCZESNY 6,5 “Cuore matto” non fa una piega sotto gli ululati biancoverdi. Non viene chiamato per fortuna al grande intervento, ma gestisce con naturalezza le parate della sera con efficacia. Alterna sagacemente i rinvii e gli appoggi ai compagni.

CUADRADO 6 Se c’è da stare in linea in 4, Vinavil è come Vagnino in via Lagrange: c’è! A sinistra della fascia lusitana non ci sono spazi, tanto che per tutto il 2° tempo gli attacchi sono tutti dalla parte opposta. Ha anche la ripartenza giusta, ma si fa chiudere e Milik è lontano kilometri per servirlo, si mette in proprio e tira alto, ma dopo aver servito Vlahovic al bacio senza esito, come biasimarlo!

BREMER 6 Il solito combattente, forse forse un tantino involuto. Non fa una piega sugli attacchi centrali dei padroni di casa, anche perché carenti di pericolosità effettiva. Si accascia verso la mezzora della ripresa ed è costretto ad uscire, toccandosi il quadricipite sinistro. E domenica arriva il Napoli… (GATTI 6 Chiamato a svolgere il compito di sparare palloni il più lontano possibile. Si becca un giallo involontario, ma vistoso).

DANILO 5,5 Generoso e attento nel chiudere gli spazi ma, e non è da lui, colleziona qualche passaggio a vuoto, come un liscio tanto clamoroso quanto drammatico nella propria area, liberando lo spazio a Esgaio, che tira alto, dato che non è un bomber. Non si fa, capitano!

ALEX SANDRO 7 Chissà quanti arricceranno il naso, convinti che avere le rotelle inchiodate aiuti nel giudizio, ma Sandro stasera esce da protagonista. Vero è che si fa superare da Edwards in velocità sull’azione che porta al rigore del pari, ma è l’unica volta che si vede l’Alex ordinario. Poi, solo Alex straordinario. Non perde occasione per creare pericoli nella metà campo avversaria, gestisce bene le chiusure e le entrate nel campo. Chiude con un salvataggio provvidenziale a Tek battuto. Beh, per essere l’oggetto degli strali di una tifoseria intera, non se la cava poi male!

MIRETTI 6 “Allegrata” della serata. Ciò detto, il ragazzo non delude affatto, anzi ci mette il piglio da “cazzuto”. Se sapesse anche contemplare la giocata di “prima” nelle ripartenze, forse la Juve si troverebbe in netto vantaggio all’intervallo. Prendo per buono il tentativo del mister di trovare in lui l’elemento pronto al recupero del pallone ed al rovesciamento di fronte. (POGBA 5,5 Della serie, infilo le pantofole ed entro in campo. Il primo pallone giocato è un passaggio a 30 metri a rovesciare il fronte. Poi, fine delle trasmissioni, per tacere di un liscio in area degno di attenzione da parte della Gialappa’s)

LOCATELLI 6,5 Sbaglia solo un’apertura al buio in avanti. Il resto è una sequela di appoggi e passaggi atti a ricucire la manovra. Spesso entra nelle azioni in punta di piedi, ma con notevole efficacia tattica. Finchè non si palesa all’orizzonte qualcuno decisamente più forte di lui, da Manuel non si può prescindere.

RABIOT 6,5 Grande lucidità e freddezza per schiaffare il pallone alle spalle di Adàn, grande ingenuità cosmica l’intervento in area che causa il rigore. Tra i due estremi c’è tutta la partita di Adrien, di sostanza, di sacrificio e di corsa. Ripresa totalmente dedicata al posizionamento tattico, per palati fini.

DI MARIA 5,5 Più fumo che arrosto. Qualche veronica, per non dimenticare come sono fatte, qualche tentativo di sfondare, ma respinto anche con le cattive maniere. Ogni tanto alza la testa per scrutare se spunta Dusan, invano.

CHIESA 5 Mi sembra un fiammifero semi umido che viene sfregato inutilmente nel tentativo che sprigioni la fiammata. Sanno bene a Lisbona della sue immense possibilità e scientificamente provvedono a limitarlo, con un paio di randellate ben assestate. Prova a partire sgasando, più per dovere che per istinto. Aumentano comunque i minuti di autonomia, che non è male. (KOSTIC S.V. Una sola volta pare di rivedere il serbo a cui eravamo abituati, ma il cross che parte sembra un mortaretto che fa cilecca)

VLAHOVIC 4,5 Frastornato che la metà basta. Ha perso completamente la giocata spontanea. Quando Cuadrado gli mette la palla del vantaggio sulla testa e Dusan si avventa sul pallone con il disorientamento di chi si chiede perché proprio a lui càpiti quella palla, si capisce bene che è ora di chiudere bottega. Non migliora se retrocede a dialogare, non è un lottatore, non è un tecnico sopraffino. Risultato: palla persa. E’ un bel problema… (MILIK 5 Ha la palla del possibile 2 a 1 nella prateria dello Sporting, ma arriva con comodo, senza fretta. E si deve soffrire per 2 minuti ancora)

ALLEGRI 6,5 Modulo speculare a quello di Amorim, per non dare spazio al palleggio degli avversari. Tattica giusta e comprensibile a ben pensarci anche la giocata della carta Miretti, più avvezzo di Fagioli nella contesa dei palloni in mezzo al campo. Gestisce la gara imprimendo un pizzico di personalità che permette ai suoi di stazionare nella metà campo avversaria con maggiore durata del solito. La squadra regge bene il confronto in ogni parte del campo fino all’80°, poi entra nel solito, maledetto cono d’ombra del difendere basso a mo’ di trincea sulla Marna. E iniziano i fiumi di sudore del tifoso medio che si arrotola in preda allo sconforto sul divano sempre più “vissuto”. Sono ritornati 15 punti a casa, fino a nuova misurazione del limite tra la decenza e la vergogna. Speriamo che la tenuta psicologica ne giovi. A partire dello scontro col Napoli, ma soprattutto per disinnescare le insidie andaluse che attendono i bianconeri in semifinale.

 

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