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Editoriale

Le sirene e la riconciliazione mediterranea

Il canto delle sirene fu salvifico per Ulisse, archetipo del migrante mediterraneo, che non ne subì l’attrazione e proseguì il suo viaggio ideale. Dunque, le sirene, simbolo della natura misterica delle donne, immaginate nelle più diverse ibride forme , che catturarono e continuano ad ispirare la fantasia di narratori, poeti, cantori e scultori. Quindi, dopo secoli e secoli, ancora la valenza dell’arte, attraverso la maestria del bronzista Alessandro Leopardi, detto “Alessandro del Cavallo” per essere stato l’autore dell’incredibile monumento equestre a Bartolomeo Colleoni , mentre Colombo scopriva l’America e che, nel 1503, dava vita al gruppo dei tre pili portastendardo in Piazza San Marco, a Venezia, dedicando le splendide decorazioni sul basamento del pilo centrale al tema della Festa Marina, ovvero realizzando un inno alla “riconciliazione mediterranea”, come argomento fondamentale di ieri , quanto di oggi. Alle divisioni legate a questioni di politica, economia e religione, il Movimento Fair Play ha inteso rispondere attraverso la condivisione dei valori etici comuni, intrinsechi al movimento sportivo, che si rappresenta da duemilasettecento anni nell’area mediterranea, dov’è nata la cultura della pace attraverso i Giochi Olimpici e dove in ventinove diversi paesi esiste uno straordinario patrimonio di risorse umane, legate alla storia contemporanea dei Giochi del Mediterraneo, in essere dal 1947, a partire dalle prime edizioni di Istanbul e Alessandria d’Egitto. Nel corso di questo anno, che si va concludendo, abbiamo proclamato Alghero Capitale Mediterranea del Fair Play in marzo, abbiamo gettano un ponte tra la Sardegna e la Catalogna con il Convegno e la terza edizione del Mediterranean Fair Play Award, in giugno, con la “Sirena accogliente”, opera di Alba Gonzales, nella sacralità dello Stadio di Domiziano a Roma e poi, con la partecipazione del Comitato Italiano, abbiamo sostenuto il Congresso di Haifa, in ottobre, dove ufficialmente le delegazioni di ventisette paesi hanno dato la loro adesione per un progetto che rende utile la terzietà dello sport, oltre l’agonismo e il protagonismo. Ecco, infine, che alla vigilia del nuovo anno 2018, vogliamo rinnovare l’annuncio di una stagione speciale, in cui il principale impegno sarà quello di unire, integrare, includere e restituire al mondo dello sport i valori e lo spirito del “diporto”, come quelli dei “fair play”, secondo i loro immaginifici autori, Giovanni Boccaccio e William Shakespeare.

Ruggero Alcanterini

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