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LA FORTUNA DI AVERE 2 NUMERI 1

JUVENTUS – SPORTING LISBONA 1 a 0 QUARTI EUROPA LEAGUE

SZCZESNY 6,5 Resta in campo 35 minuti ed ha il tempo di dire “no” a un paio di conclusioni velenose e ravvicinate. Tiene la porta inviolata, ma una strana tachicardia lo costringe ad uscire, tra la preoccupazione di tutti. (PERIN 8 Ripresa da grande portiere, anzi da “salvatore della Patria”. Si scalda i guanti con alcune prese basse su cross di Bellerin e compagni. A tempo scaduto compie il miracolo soprattutto su Gonçalves, libero in area e chiude imperiosamente lo specchio sul tap-in di Bellerin. La Juventus va in Portogallo col vantaggio conseguito, grazie al portiere di riserva più forte d’Europa e stasera si è capito che così è))

GATTI 7 Autore della rete tanto facile, quanto fondamentale. Il voto non è solo motivato dal goal, poiché Federico non perde colpi nemmeno nel suo ruolo, spazzando con puntualità e azzardando anche qualche discreta giocata tecnica. Che Gatti sia una vittoria del mister è fin troppo lampante, da sbattere in faccia a quei tifosi cefalo-limitati che spacciano affermazioni del tipo: “Quali giovani ha valorizzato, Allegri” come medaglie di competenza, poveri illusi.

BREMER 6,5 Gara di sostanza e di cesello. Sostanza nelle chiusure e nel cercare di ripartire, con difficoltà; cesello di anticipo, per far sparire il pallone dai piedi di avversari tecnici. Solo un brasiliano può tanto e lui lo è.

DANILO 7 Capitano di grande personalità. Difende con piglio, riparte con precisione, sostiene con concretezza e arriva in area pericoloso come altri non sono. Un giocatore a tutto campo da ricordare nella storia bianconera. La sua assenza precauzionale a Roma è costata almeno 1 punto e contro lo Sporting si è dimostrato evidente.

CUADRADO 6 Patisce il pressing lusitano oltre ogni limite, si arrangia con il mestiere, ma sprigiona qualche traversone e qualche ingresso in area solo dopo l’ora di gioco. Della serie: se non c’è, è un peccato, ma se c’è, è un peccato lo stesso.

LOCATELLI 5 …e sono generoso. Partita di sofferenza estrema, nella quale si fa più in fretta a contare le palle giocate giuste. Colleziona imprecisioni, lentezze, lanci “ad cazzum”, indecisioni come se dovesse esporli al Guggenheim di New York. Con la disposizione a 2 in mezzo, si liquefa come un gelato sul fuoco e la difesa balla, oltre a far contenti i biancoverdi. (PAREDES S.V. Ma dove era finito? Negli spogliatoi? E Allegri deve ritardare i cambi, in un pasticciaccio brutto. Manco all’oratorio…)

RABIOT 6 Il “sacrificato” tattico di turno. Da domenica il 3 – 4 – 3 lo mandiamo in soffitta e si recupera Adrien, che è troppo importante, per mandarlo in libera uscita libero di non trovarsi mai dove dovrebbe. Così si becca pure un giallo, per ritardo cronico e per istruzione dell’arbitro turco dall’alto. Rabiot si deve limitare e il filtro nella terra di mezzo diviene una chimera. Nella ripresa, a squadra ridisegnata, Rabiot si produce in un paio di corse delle sue, ma l’unico terminale è Chiesa, supermarcato.

KOSTIC 5 Penso che sia giunta l’ora di incominciare le ricerche di quel giocatore che martellava l’area avversaria con cross a produzione industriale, che vinceva a San Siro, che impegnava da solo mezza difesa opposta. E’ sparito, non dà più segni di vita, pardòn, vitalità. Appare goffo anche nella corsa, che non è poca cosa. Certo che se giocano sottotono i giocatori essenziali, diventa dura. (FAGIOLI 5 Non pervenuto e non identificato in campo. Altro “chi l’ha visto”…)

DI MARIA 5,5 Per carità, appena ha il pallone tra i piedi si capisce che il talento è enorme. Servirebbe anche un pizzico di concretezza, però. Gli svolazzi, ancorché ammirevoli, servono a poco. Avrei sostituito il Fideo nell’intervallo a favore di Fagioli, ma vista la prestazione di quest’ultimo, mi astengo da ulteriori riflessioni. Quasi quasi è assai meglio sottopunta, Di Maria (POGBA S.V. Della serie: entra in pieno dramma da assalto al fortino e si adegua intervenendo per deviare un pallone pericolosamente vagante in area. Fine delle trasmissioni).

CHIESA 6,5 E’ l’unico che, se la palla giunge al limite dell’area portoghese, accenni una corsa in avanti ad accorciare. Questo la dice lunga sulla scarsa personalità di tanti compagni che restano sul posto a “presidiare”. Dai suoi piedi partono le azioni più degne di questo nome e una palla che avrebbe meritato maggior fortuna, attraversa l’intera area avversaria, causando colpi apoplettici a raffica a Lisbona. Con lui la squadra ha maggiore pericolosità, a patto che tutti lo seguano. Non ha ancora la continuità di 2 stagioni fa, poco per volta arriverà.

MILIK 5 Prova in proprio dal limite, ma la palla va alta in curva. Nient’altro da segnalare, salvo un paio di palloni giocati talmente male da sembrare su Scherzi a Parte. Un’ora di errori ed orrori (VLAHOVIC 5,5 Non proprio di male in peggio, ma il diagramma resta piatto, salvo un picco su un colpo di testa, concesso da un’uscita a vuoto di Adan, portiere per caso, e su cui Gatti approfitta della frittata difensiva. Quando vedo Dusan retrocedere a passo felpato, invece di ruggire sui garretti dei dirimpettai, mi assale una forte nostalgia di Morata. E’ grave?)

ALLEGRI 5,5 D’accordo abbiamo vinto, ma la sufficienza gnornò gnornò. Sarà per far giocare Chiesa e Di Maria insieme, sarà per far scendere in campo una formazione speculare allo Sporting, sarà perché De Sciglio e Alex Sandro non sono disponibili, ma il modulo presentato è un acquisto fatto all’U.C.A.S., Ufficio Complicazione Affari Semplici. La squadra si è abituata ad avere 3 centrocampisti, che supportano la difesa e sostengono la manovra, azzardare la sola presenza di 2 giocatori come Rabiot snaturato e Locatelli arraffone, in mezzo al campo, equivale a dichiarare che “da grande voglio fare lo “stuntman”. Con il corollario di impoverire le fasce ed esporsi alla costante libertà dei quinti portoghesi. Mai più, Allegri, mai più! Nell’ultima mezzora il mister ridisegna l’assetto con un 4 – 3 – 3 in cui Chiesa è libero di attaccare e Fagioli dovrebbe rifinire. Il primo dice presente, il secondo fa “flanella”. La logica è salva e il vantaggio è frutto di quei 20 metri guadagnati. Alla fine ringrazia Perin che ha gli occhi che non lacrimano sangue, ma fa miracoli anche meglio. Consiglio caldamente a coloro che sono sovrappeso una partita della Juve. Si perdono kili che è un piacere, da tanta sofferenza patita. E non è una cosa che depone a favore di mister e squadra.

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