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FORMULA UNO, RED BULL E BUDGET CAP: SERVE CHIAREZZA

La Formula Uno è nuovamente al centro delle polemiche per il caso Red Bull Vs Fia per lo sforamento del Budget Cap, ovvero del tetto alle spese per gli anni 2020 e 2021. Nulla di importante se non fosse il fatto che nel 2021 la Red Bull abbia vinto il mondiale con Max Verstappen all’ultima gara o meglio all’ultimo giro.

Ma facciamo un passo indietro. Novembre 2021 GP di Abu Dhabi con Lewis Hamilton e Max Verstappen a pari punti nel mondiale piloti. All’ultimo giro Michael Masi direttore commissione gara in deroga ai regolamenti sulla Safety Car, decide di far ripartire il Gran Premio senza aver fatto sdoppiare tutte le vetture. L’olandese della Red Bull con gomme rosse fresche sorpassa agevolmente la Mercedes di Hamilton che con gomme bianche usurate non può che vedere il rivale sfrecciare indisturbato.

Partono subito le polemiche con la Mercedes che avvia una protesta formale per la deroga al regolamento. Il Pilota Red Bull diventa campione del mondo per la prima volta.

L’inadeguatezza della Federazione è stata per tutta la stagione il leitmotiv con decisioni o non decisioni prese. In uno sport iper tecnologico e con costi a sette zeri è inammissibile che la Fia non sia in grado di gestire gli arbitri (commissari di corsa) allo stesso livello.

La Red Bull ha sforato il budget Cap

A seguito di controlli della Federazione stessa si scopre però che la scuderia austriaca ha però per così dire “barato” sforando il tetto di spesa per i due anni precedenti. Secondo il comunicato Fia lo sforamento non supera il 5%, cifra che sembra irrisoria per i più ma che nella Formula Uno può voler dire anche svariati milioni di Euro.

Da una recente intervista il Team Principal Mercedes Toto Wolff ha dichiarato che un aggiornamento vettura può costare intorno ai 300/400 mila Euro ed è evidente che uno sforamento del 5% può voler dire anche cinque o sei aggiornamenti vettura.

Il Re Nero della Mercedes calca la mano giustamente dichiarando ai microfoni di Sky che la Red Bull portava costantemente aggiornamenti ad ogni GP cosa impossibile se si rispettano i parametri finanziari.

A questo punto cosa succederà? Non è chiaro cosa succederà davvero, la possibilità concreta è che alla Red Bull verrà limitato di un 25% l’uso della Galleria del Vento e del simulatore e di conseguenza limitato lo sviluppo auto.

Una cosa è certa però: per l’ennesima volta la Federazione continua ad essere reticente e nessuno davvero sa quanto abbia sforato il team Red Bull. Un vuoto inaccettabile e che alimenta dubbi.

Anche quest’anno uno sviluppo incredibile ad agosto

Ad aver impressionato anche quest’anno l’incredibile sviluppo della monoposto austriaca nei confronti della Ferrari. Se nella prima parte di stagione il campionato sembrava molto equilibrato con addirittura la rossa leggermente più competitiva, al rientro delle vacanze la vettura dell’olandese sembrava di un altro pianeta con distacchi impressionanti. E’ evidente che lo sviluppo è stato il fattore decisivo. Sia chiaro che il secondo mondiale vinto quest’anno dall’olandese è ampiamente meritato e frutto oltremodo degli errori al muretto box Ferrari e di alcune imprecisioni dei suoi piloti, ma certamente la differenza nella seconda parte di stagione ha lasciato attoniti tutti gli addetti ai lavori. La Red Bull sembrava volare nei confronti di tutta la concorrenza.

Entro il week end l’accordo con la Fia

Si attende entro il week end in Messico di conoscere l’accordo tra Fia e Red Bull. Esclusa la revoca del titolo piloti, con la Red Bull che ha deciso per il patteggiamento senza andare in giudizio e rischiare così punizioni più severe. Quel che è certo è che il silenzio alimenta polemiche e congetture, in uno sport così bello e pieno di adrenalina una vergogna assoluta.

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