Teatro

Virginia Raffaele: “Io, dritta, con il rumore delle bottigliette rosse del Cinzano in testa”

La sua vita da Luna Park sbarca a teatro per Samusà

Che spettacolo al Teatro Brancaccio di Roma, fino al 15 maggio c’è Virginia Raffaele! È una “dritta”. No, non fraintendete. Lei lo è proprio dalla nascita. Ma non pensate che chi scrive la ritenga una “furba”, no anzi, perché la Raffaele è figlia e nipote di “dritti”, come si chiamano tra loro i “giostrai”. Noi? Noi siamo “contrasti”, i clienti.

Ma andiamo per ordine: “Il linguaggio dei giostrai è una lingua per pochi, tipo il molisano”, scherza sul palco l’attrice romana in tour con il suo “Samusà”. Chi è Samusà? “Nel nostro gergo significa ‘Fai silenzio!’, ma ricorda anche il francese s’amuser, che vuol dire divertirsi”. C’è da giurarci che ci si diverte davvero nelle oltre due ore di spettacolo. Lei? È sola sul palco, tranne Giovanni Todescan, Francesco Freyrie, Daniele Pratotre, tre giocolieri che entrano in scena negli intervalli. Ma c’è posto anche per Patty Pravo, Ornella Vanoni, Sabrina Ferilli, Belen, Carla Fracci e perfino Giorgia Meloni che imita alla perfezione.

 

Virginia Raffaele foto © Masiar Pasquali

Ma andiamo per ordine: ce la vedete al bancone che “sniccia il mecco’ (tiene sott’occhio qualcuno sospetto), oppure ‘chiede la pila’ (pila=soldi)? Doppio spettacolo. Sì, perché Samusà è articolato su un doppio binario: dei ricordi e della satira pura, fino a quando Virginia Raffaele si presenta sul palco con la gonna a mo’ di gabbia, dalla quale vola via il suo passato. In fondo non le è andato giù che nel 2007 il luna park dell’Eur è stato chiuso.

 

 

Ma andiamo per ordine: “Io sono nata in un lunapark, in una sera d’autunno, mia madre mi ha partorito nel retro del nostro stand, il tiro al Cinzano. La mia è stata una infanzia al contrario, perché mentre tutti i bambini pregavano i genitori di portarli alle giostre, io li pregavo per rimanere a casa. Ma avrei pagato per stare in cucina, a fare i compiti. Invece la mia ninna nanna erano i rumori degli spari. Ogni volta che racconto la mia storia le persone hanno tre tipi di reazione: la prima reazione è “figata”, la seconda è “poraccia”, la terza… controllano il portafoglio per via del pregiudizio”, racconta nello spettacolo, dove sentirla raccontare è come risalire ancora una volta sulle montagne russe.

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Notizie anzio, nettuno
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