Ponte Marconi, blitz di Rivoluzione Animalista e Sgarbi: "I cani in quarantena li poteva prevedere solo la Raggi" - L'Eco Del Litorale | Notizie online


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Ponte Marconi, blitz di Rivoluzione Animalista e Sgarbi: “I cani in quarantena li poteva prevedere solo la Raggi”

“Quaranta cani provenienti da un sequestro effettuato l’11 agosto scorso da funzionari del Comune di Roma sopravvivono come reclusi in box angusti, al chiuso e semibui, come vista hanno la rete dei loro miseri recinti e un muro. Non escono mai,anche se il periodo di ‘quarantena’ è terminato e trascorrono così la loro pseudo vita, tra escrementi e rimasugli di cibo”. E’ questa la denuncia della dottoressa Gabriella Caramanica, segretario nazionale del partito Rivoluzione Animalista che, ieri mattina, ha organizzato un ‘blitz’ di sopralluogo nel canile di Ponte Marconi, coinvolgendo nell’iniziativa anche l’onorevole Vittorio Sgarbi, perchè il partito che si pregia di difendere i pelosetti a quattro zampe sostiene il Movimento Rinascimento.

“Gli uomini se compiono delitti vengono giustamente reclusi, ma i cani anche se sono randagi non hanno commesso alcun crimine, perciò non c’è alcuna ragione per tenerli prigionieri, per di più in spazi fatiscenti e angusti come quelli dei canili – ha detto l’onorevole Vittorio Sgarbi – purtroppo non abbiamo mai avuto finora una soluzione politica per il randagismo. E’ sbagliato concettualmente tenerli reclusi in box, se non ci sono problemi legati alla rabbia, essere randagi non è una colpa. Troveremo una soluzione per i cani senza padrone – ha concluso Sgarbi – uno spazio grande, all’aperto, in mezzo alla campagna, ma basta prigioni”.

“Il canile di Ponte Marconi non è assolutamente un ricovero-lager – puntualizza la Caramanica – ma è una struttura obsoleta e fatiscente nella zona dei box e mancano spazi dedicati alle cure: gli animali vengono visitati dal veterinario sul tavolo della zona bar/pranzo, riservata agli operatori. Inoltre, manca proprio l’organico dei veterinari e questo sta causando l’anomala quarantena obbligata agli animali sequestrati, ma anche una moria di altri cani presenti qui, che quando necessitano di cure tempestive non trovano chi li assiste. Nonostante le nostre numerose richieste e sollecitazioni, l’amministrazione Raggi che ha spostato i cani in una struttura già piena e senza i mezzi indispensabili per includere altri ospiti, continua a ignorare e a non voler risolvere e affrontare questa situazione pazzesca e indecente”.

“L’amministrazione pentastellata crede di risolvere un problema invece, come si dice in romano, passa dalla padella alla brace – ha detto Serena Petrella candidata consigliere al Comune per Rinascimento – quando finirà la quarantena di questi poveri cani che in quasi due mesi nessuno ha ancora visitato e per questo non possono venire spostati nelle gabbie all’esterno con gli altri? Non ci dimenticheremo di loro, finchè non saranno fuori da questo incubo”.

 





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