Editoriale del Direttore

NEMESIS

– Era il 3 luglio del 1992, ventinove anni fa. Il sistema politico, partitico istituzionale, economico, sociale ed il ruolo internazionale dell’Italia finivano definitivamente su di un piano inclinato, oltre l’orlo di un precipizio, che avrebbe progressivamente inghiottito ambizioni e speranze, reso diverso e fragile il Bel Paese, massacrandone il ruolo internazionale con indubbio vantaggio di altri. In questi giorni, in cui i “fondamentali” traballano, si avverte il progredire geometrico di una velocità suicida, cui nessuno ebbe e sembra non abbia il coraggio o la capacità di porre freno, salvo correre il rischio di disturbare il manovratore e pagarne le conseguenze. Per questo, voglio ricordare l’algoritmo che connota la nostra storia repubblicana, che ha visto eliminati i nostri leader scomodi, da De Gasperi a Mattei, da Moro a Craxi e con essi condizionato le nostre stesse sorti, come l’inevitabile, ma anche l’imponderabile vendicatrice dinamica di Nemesis, la giustizia non laica, oggi divina, ieri pagana. Per questo, voglio richiamare i “pronunciamenti” appunto di De Gasperi, nella Conferenza di Pace di Parigi il 10 del 1946, di Enrico Mattei (contro l’arroganza dei potenti) di Aldo Moro (sull’apertura all’ipotesi di Governo con il PCI) e l’ultimo, drammatico e premonitore, di Bettino Craxi (sul finanziamento dei Partiti) alla Camera dei Deputati, il 3 luglio del 1992… :
“E tuttavia, d’altra parte, ciò che bisogna dire, e che tutti sanno del resto, è che buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale. I partiti, specie quelli che contano su appartati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale. Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale, allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’Aula, responsabile politico di organizzazioni importanti, che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro.”

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