XVII GIOCHI OLIMPICI – ROMA 1960 - IL DOVERE COMPIUTO (184a puntata) - L'Eco Del Litorale | Notizie online


Nota del direttore

XVII GIOCHI OLIMPICI – ROMA 1960 – IL DOVERE COMPIUTO (184a puntata)

L’OTTO AZZURRO DI CANOTTAGGIO – ROMA 1960 – PIRA E’ IL PRIMO DA DESTRA

CANOTTAGGIO – GIUSEPPE PIRA ( Dorgali 1932 – 23 aprile 2008 ) A 28 anni, prese parte alla gara dell’Otto, nel ruolo di timoniere, insieme a Paolo Amorini, Vasco Cantarello, Giancarlo Casalini, Luigi Prato, Vincenzo Prina, Nazzareno Simonato, Luigi Spozio, Armido Torri, classificandosi al sesto posto. Portacolori della Società Canottieri Sampierdarenesi e della Marina Militare, aveva preso parte anche ai Giochi di Melbourne nel 1956, con Arrigo Menicocci, Sergio Tagliapietra, Antonio Casuar, Livio Tesconi, Salvatore Nuvoli, Cosimo Campioto, Antonio Amato, Vincenzo Rubolotta-timoniere, equipaggio eliminato in semifinale.

Pira, la modestia ai Giochi (La Nuova Sardegna 10.08.2008 – N.M.)
DORGALI.Fra i campionissimi del canottaggio sardo che quell’anno hanno partecipato alla Olimpiadi c’era anche il dorgalese Giuseppe Pira, classe 1932, morto il 23 aprile scorso.
Pira partecipò come timoniere alle Olimpiadi di Roma del 1960 nell’equipaggio dell’otto. Gli altri isolani olimpici del canottaggio sono Francesco Cossu, i fratelli Salvatore e Montanino Nuvoli, e Siro Meli, che prese parte a due edizioni, quella di Monaco 1972 e di Los Angeles del 1984.
Persona riservata, tanto che in pochi perfino nel suo paese natale sapevano della sua passione per il canottaggio, Pira una volta andato in pensione non ha mai ostentato la sua prestigiosa partecipazione alla gara a cui tutti gli atleti sognano un giorno di essere presenti.
Nella sua casa al centro di Dorgali coppe e medaglie sono custodite gelosamente dai familiari, assieme ai tanti ritagli dei giornali, sportivi e non. Quotidiani che in quegli anni esaltavano le prime partecipazioni del gruppo sportivo della Marina militare italiana al canottaggio.
E in particolare i progressi dell’otto, in uno sport che poi è stato reso ancora più famoso dalle successive gesta dei fratelli Abbagnale.
Partito da Dorgali nel 1950 alla ricerca di un lavoro come tanti altri giovani in quegli anni, Giuseppe Pira entra come volontario nella Marina militare e si appassiona immediatamente al canottaggio. Uno sport che certamente non aveva mai conosciuto a Dorgali, e che praticava per la prima volta.
Entra a far parte del gruppo sportivo dopo una severa selezione. Per quei giovani canottieri la possibilità di svolgere il servizio militare praticando lo sport preferito, oltretutto con buone probabilità di affermazioni in campo internazionale, costituiva un eccellente incentivo.
Giuseppe Pira è entrato in breve tempo nel ristretto gruppo degli atleti papabili per le Olimpiadi del 1960 a Roma. In seguito, arrivano i campionati mondiali e altre manifestazioni internazionali che portano l’atleta dorgalese in giro per il mondo.
A conferma della sua grande passione per il canottaggio, una volta abbandonata l’attività agonistica Pira rimane nel gruppo sportivo della Marina militare come istruttore.
Ma torniamo alle Olimpiadi di Roma. Giuseppe Pira era il timoniere del fortissimo equipaggio della Marina, allora in competizione con altri gruppi sportivi come la Moto Guzzi per la partecipazione ai Giochi. Al termine di una infinita selezione si decise che l’otto che avrebbe rappresentato l’Italia sarebbe stato quello della Marina militare.
L’equipaggio – Vasco Cantarello, Nazzareno Simonato, Luigi Prato, Luigi Spozio, Paolo Amorini, Armido Torri, Vincenzo Prina, Giancarlo Casalini e Giuseppe Pira – si classifica sesto nella finale olimpica di Castelgandolfo.
Un risultato considerato eccezionale, ed esaltato dalla stampa. Niente podio, solo una medaglia di partecipazione, ma anche il passaporto per la partecipazione ad altri appuntamenti internazionali.
Numerose le medaglie e gli attestati che Giuseppe Pira ha ricevuto in quegli anni. Ne manca uno: quello del paese in cui è nato e cresciuto e il cui nome ha portato in alto, unico atleta di Dorgali ad aver partecipato alle Olimpiadi.
In molti, ora, propongono di intitolargli uno degli impianti sportivi del paese.
N. M.




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