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IusFemina: intervista all’avv. Antonella Sotira, ideatrice e promotrice di circuiti di sicurezza per donne e minori

In occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, incontriamo l’avv. Antonella Sotira, Presidente dell’Associazione IUSgustando: Simposi Giuridici, fra avvocati e magistrati. Docente di Diritto Penale alla Scuola delle Professioni Legali della Federico II di Napoli, da 20 anni impegnata nella promozione e tutela dei Valori di Giustizia, Legalità e Solidarietà sociale, ha per anni ricoperto anche l’incarico di assistente giuridico al Consiglio Superiore della Magistratura

La sicurezza è oggi la nostra attuale parola d’ordine. Come si coniugano oggi le misure anticovid e la tutela della violenza? Esiste davvero un diritto alla sicurezza?

E’ innegabile che oggi la sicurezza costituisca un diritto fondamentale dell’uomo. Ricorderemo tutti il 2020 come un anno di norme e misure di sicurezza per il covid. Ma la sicurezza che tuteliamo nella Giornata del 25 novembre è un concetto più complesso, perchè il diritto ad una integrità psico-fisica si coniuga il diritto al Valore della dignità umana declinata al femminile. Il Covid ha limitato le attività giudiziarie ma non la Tutela dei diritti delle donne. I reati endofamiliari hanno una corsia preferenziale di urgenza, attenzione, emergenza che non consente ad avvocati e magistrati alcun rinvio.

Anche quest’anno lei ha presentato un nuovo progetto di prevenzione della violenza. E’ un nuovo impegno sociale o un nuovo traguardo nella lotta al femminicidio?

E’ un nuovo traguardo di sinergie, non per la guerra culturale e giuridica che stiamo combattendo. Un progetto di prevenzione che abbiamo definito IUSPINK perchè costituisce una concreta prospettiva rosea di leggi e servizi per i cittadini deboli utili ad impedire l’exitus rosso sangue dei femminicidio. Con il suggello di due Ordini degli Avvocati di Roma e Napoli, dell’Università Federico II e di Cassino, ho costituito un team di giuristi, sociologici, psicoterapeuti, giornalisti, politici, scrittori, adolescenti ed imprenditori, per investire tempo e danaro nella prevenzione, cura e tutela della paura e del disagio sociale dei soggetti fragili.

In che senso ha definito il progetto un “circuito di sicurezza”?

Si tratta di un percorso circolare che aiuta ad uscire dalla spirale di paura e giustizia negata. Noi avvocati siamo gli unici a poter concretamente tutelare le c.d. fasi di interregno, ossia la fase in cui non sono stati ancora adottati provvedimenti giudiziari o quando la storia personale della vittima è oggetto di enfatizzazione mediatica. Si tratta di un vero e proprio circuito di sicurezza per donne e minori vittime di violenza o che si sentono in pericolo, con pit stop di consulenza e assistenza legale, psichica, economica e culturale e di valutazione caso per caso del pericolo attuale o temuto del soggetto-utente. La peculiarità del progetto è che, grazie a noi, vengono considerati “utenti” soggetti diversi da quelli individuati dal legislatore.

 La tutela della vittima come si coniuga con il vostro dovere di assistere anche i carnefici?

Conoscere la “vicenda e la storia” familiare della vittima ci consente di individuare l’esigenza di tutela dei minori o di qualsiasi altro “anello” della spirale della violenza, compreso il carnefice. Un colpevole ha diritto alla giusta condanna ma anche al sostegno per curarsi, ravvedersi, riabilitarsi e ricostruire relazioni umane sane. I carnefici restano padri, figli, fratelli di altri soggetti ma soprattutto restano cittadini “deboli” a cui occorre dare sostegno per evitare reiterazioni del reato-

Come è stata accolta dagli uomini la scelta di rivendicare un diritto alla femminilità?

Con grande entusiasmo perché la femminilità appartiene anche agli uomini ed è una delle espressioni della bellezza che non va sessualizzata. E’ dal 2004 che ogni anno stampiamo il calendario IusFemina con i volti dei soci giuristi e della madrina Matilde Brandi, per calendarizzare il nostro impegno giuridico giornaliero, con immagini leggere e vezzose che ricordano le leggi a favore delle donne: dall’accesso al lavoro sino agli asilo nido, che eliminano alla radice il disagio ed il conflitto endofamiliare o economico. Vogliamo anche affermare il diritto di ogni donna ad andare ad un appuntamento con tacco 12 e minigonna. Come ci ricorda la sociologa Alessandra Sannella la responsabilità sociale della femminilità esige il rispetto della sensualità per evitare che la sessizzazione violenta della bellezza.

Iusfemina, IusPink, IusArtelibri: come si coniugano tutti questi progetti?

 Creando gruppi di lavoro e comitati scientifici diversi per ogni “obiettivo” dell’associazione. Per l’obiettivo sicurezza abbiamo messo in campo l’avv. Saveria Mobrici, Presidente della Camera Penale Militare di Roma, l’avv. Giuseppe Belcastro della Camera Penale di Roma, la  giornalista Anna La Rosa,   l’avv. Antonino Galletti, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma, e l’avv. Maria Luisa Bortolozzi; mentre per IusArtelibri abbiamo schierato la scrittrice Catia Acquesta con il suo libro “Mia o di nessun altro: storie di vittime”, e lo stilista astrologo Massimo Bomba con il suo libro “La Papessa disse alla Luna”, perchè i libri evocano immagini e percorsi anche esoterici e spirituali da seguire. Ma anche il cibo ha il suo valore e per questo ho scelto la collega Emanuela Mirabelli che produce vino rosato biologico. La nostra è una battaglia di civiltà ed occorre utilizzare tutti i tasselli culturali per indurre cambiamenti sociali che diventano leggi e provvedimenti giudiziari migliori.

 

    

 

 

 

 

 

 

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