Editoriale del Direttore

IL BORGO DELLO SPORT E DELLA SALUTE – EDITORIALE DEL DIRETTORE

IL BORGO DELLO SPORT E DELLA SALUTE – Stavo giusto pensando che per quanto la si faccia lunga, complicata e difficile, la questione sportiva non prescinde dall’anima. Si proprio quella che è dentro ognuno di noi e che ci rende vitali, appunto animati da intenti, pulsioni e positivi ideali, piuttosto che da perversi sentimenti. Ma dov’è che nasce, se non nel nostro profondo, quel che sviluppa e accresce l’anelito della speranza, sino al possibile acuto, a quel pucciniano “Vincerò!”, che ognuno di noi ha in serbo nella mente e magari riesce a trasmettere sino al cuore per gettarlo oltre il traguardo? E quale traguardo, se non quello di una vita compiuta nel pieno delle proprie possibilità, realizzando un percorso ottimale? Ecco, onestamente, quando penso alla mia storia sportiva, che considero esemplificativa di un lungo percorso spontaneo, connaturale, non posso sottrarmi ai ricordi, non posso ignorare come, perché, chi e in che contesto ho potuto sviluppare una esperienza assolutamente simbiotica con il mio divenire. Ovviamente, quel che vale per me non può che essere elemento in comune con milioni di fortunati umani, che dalla pratica sportiva hanno tratto e traggono vantaggio fisico e mentale. Dunque vantaggio mentale, caratteriale, esperienziale come chiave permanente di lettura, come enzima prezioso per catalizzare le migliori risorse in ognuno di noi ed affrontare quel che la vita inesorabilmente ci riserva, sino al raggiungimento del traguardo essenziale. Per questo, immaginiamo di procedere in crescendo, in procinto di un energico sprint, piuttosto che in calando, sfiduciati e rinunciatari… Qualcuno penserà ad un mio rigurgito di retorica, ma vi assicuro che no, non si tratta di una dichiarazione strisciante di affetti per i miei antichi buoni maestri, quelli che lo sport lo promuovevano a mani nude, con sacrificio, senza bonus di sorta, anzi a suon di cambiali , impegnando propri stipendi e pensioni, tessendo instancabili il “movimento”, senza remore né soste, appunto tra villaggi, paesi, borghi e borgate. Il concetto di sport nel borgo, come segno distintivo di una tradizione e di un animus, dell’appartenenza, tal quale al suono identitario dell’antica campana, per me si accompagna al borgo dello sport, appunto come personale connotazione di chi l’idea di sport, come blasone distintivo, se la porta dentro come una intima vocazione, a prescindere dalle opportunità sul campo. Insomma, intendo di quello sport dentro, di quel sano agonismo per vincere ogni giorno, con tanto fair play, di cui soprattutto adesso abbiamo bisogno. Il borgo dello sport, dove tutti si conoscono e si riconoscono nella prima regola non scritta, che riguarda il rispetto delle regole, esiste e resiste, aspettando soltanto di essere riscoperto, come opportunità non onerosa, eppure magistrale, per una diversa qualità della vita.

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