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DISASTRI CLIMATICI E FAIR PLAY DEL RISPETTO, QUELLO DELLE REGOLE – Nota del direttore

Dopo l’ennesima catastrofe, la conferma ulteriore che il fair play, fare il gioco corretto rispettando le regole, ha un senso compiuto, alto e non soltanto formale, se lo si accetta – proprio come amava affermare Antonio Ghirelli – come la prima regola non scritta. Ecco, di qui il convincimento di dover esercitare un ruolo di monitoraggio attivo, di analisi dello stato dei comportamenti, dell’orientamento tendenziale e dei casi di pericolosità sociale derivanti da carenze e da devianze, qualsiasi ne siano le origini e le cause, cercando di limitarne o di evitarne gli effetti. Dunque, come toccò fare a William Shakespeare, nostro padre putativo, che dopo “fair play” creò anche la definizione “foul play” (gioco sporco) adesso il nostro Comitato Nazionale Italiano Fair Play, fondatore dell’European Fair Play Movement con altre quaranta organizzazioni nazionali di paesi comunitari e non, si farà carico di un ruolo più ampio ed impegnativo. Non ci limiteremo a gratificare i virtuosi come eccezioni, ma svolgeremo azioni di vigilanza rispetto al degrado morale e materiale, partendo dal presupposto che i principi ed i valori etici dello sport possono costituire davvero un buon metro di paragone. Lo stesso tsunami che ha investito l’UEFA sulla questione del fair play finanziario dimostra che parlare di rispetto delle regole non è la stessa cosa che farle quadrare e così, dopo il grande successo del nostro FAIR PLATY DAY del 31 ottobre al Salone d’Onore del CONI, abbiamo capito che non possiamo limitarci a prenderne atto. D’altra parte, le vittime, i danni enormi di questi giorni di maltempo hanno evidenziato come il non rispetto delle regole fondamentali, quelle naturali, può avere degli esiti punitivi terribili, assoluti e non di certo compensabili con i condoni e le prescrizioni, che sono pur sempre e soltanto atti amministrativi e burocratici, frutto dell’artificio umano, lo stesso che, privo di fair play, sta portando Gaia, il Pianeta Terra – unico grande super organismo – secondo James Ephraim Lovelock , alla irreparabile rovina.

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