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XVII GIOCHI OLIMPICI – ROMA 1960 – IL DOVERE COMPIUTO (14°) – NEL CONCLUDERE SULL’ORGANIZZAZIONE – Nota del direttore

 A chiusura di questa schematica esposizione, si può affermare che i risultati conseguiti, sia sotto l’aspetto organizzativo sia sotto quello tecnico-agonistico, sono apparsi in tutto aderenti allo sforzo compiuto e puntualmente rispondenti alle direttive di marcia. In altre parole, i risultati della vasta e complessa organizzazione, che ha sottoposto il C.O.N.I. ad una prova durissima esponendolo a sforzi sovente bruschi, talvolta rischiosi, che ne collaudarono la resistenza e le capacità, si debbono considerare decisamente positivi. Ciò si deve attribuire non solo allo sforzo collettivo generoso e capace di tutti i collaboratori, ma anche alle giuste previsioni fatte nel periodo della preparazione, ed al crescente entusiasmo per l’ideale olimpico.

Il merito va anche a tutti i Poteri che risposero con generosità agli appelli dell’organizzazione olimpica.

Sua Santità Giovanni XXIII vuole indire una speciale udienza alle squadre partecipanti nel pomeriggio del 24 agosto in Piazza San Pietro. Il Capo dello Stato, che concesse ai Giochi l’Alto Patronato, fu sempre vicino e premuroso con l’Organizzazione, soprattutto durante la fase di preparazione. Il Presidente del Comitato Organizzatore, Onorevole Giulio Andreotti, comprese mirabilmente la sua alta funzione e la svolse con calore ed efficienza.

Il 28 novembre 1960 si riunì per l’ultima volta il Comitato Organizzatore alla presenza del Consiglio Nazionale del C.O.N.I. L’Onorevole Andreotti illustrò ampiamente l’opera compiuta e quindi dichiarò sciolto il Comitato Organizzatore, la cui ulteriore gestione passò alle dirette dipendenze ed alla responsabilità del C.O.N.I., che assunse i poteri già esercitati dal Comitato Organizzatore e dal Comitato Esecutivo.

In quell’occasione il Consiglio Nazionale del C.O.N.I. si associò all’encomio dell’Onorevole Andreotti rivolto ai Presidenti delle Federazioni olimpiche, agli organizzatori ed ai collaboratori tutti che ebbero modo di offrire la loro generosa e capace opera per il conseguimento dell’eccellente risultato. A conclusione dei Giochi della XVII Olimpiade di Roma, il Comitato Internazionale Olimpico inviò all’On. Andreotti una lettera di compiacimento di cui si riporta il testo:

Sentiamo il dovere di indirizzarLe le nostre più vive felicitazioni per la mirabile organizzazione dei Giochi che Ella ha presieduto con grande abilità. Tutti i servizi posti sotto la Sua presidenza hanno funzionato magnificamente con la piena soddisfazione del Comitato Internazionale Olimpico, che perciò sente il dovere di indirizzarLe l’omaggio della sua viva e profonda riconoscenza.

I Giochi di Roma resteranno vivi nella storia dell’olimpismo, come i più brillanti che siano stati fino ad oggi organizzati. E noi dobbiamo questo principalmente a Lei che ha diretto la più grande organizzazione sportiva mondiale, il cui successo fu clamoroso. Siamo felici di aver potuto constatare che la stampa tutta ha riconosciuto questo perfetto risultato.

La fiducia che avevamo posto in Roma, affidando a questa città l’organizzazione dei Giochi, non è stata vana – e noi ne eravamo del resto convinti – perché Lei ha pienamente raggiunto lo scopo che ci auguravamo, anche al di là delle nostre speranze.

Così come avviene per tutti i fatti umani, che sono ansiosamente attesi e rapidamente passano, anche i Giochi della XVII Olimpiade entrarono definitivamente nella storia dello sport, con tutti quegli insegnamenti che da essi si possono trarre per il futuro dell’olimpismo.

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