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XVII GIOCHI OLIMPICI – ROMA 1960 – IL DOVERE COMPIUTO (11°) – INAUGURAZIONE DEL VILLAGGIO OLIMPICO – Nota del direttore

 Il 25 luglio 1960, alle ore 10, il Presidente del Comitato Organizzatore, Giulio Andreotti, in occasione della cerimonia svoltasi per l’apertura ufficiale del Villaggio Olimpico, pronunciò un significativo discorso nel quale sottolineò l’importanza del grande avvenimento sportivo internazionale ed i suoi riflessi nella politica di solidarietà e di amicizia fra tutte le nazioni del mondo.

La cerimonia, cominciata con il suono della « sigla olimpica » ripetuta tre volte, si concluse con l’alzabandiera degli 84 vessilli dei Paesi partecipanti ai Giochi di Roma, mentre la fanfara delle Fiamme d’Oro eseguiva l’inno olimpico.

Durante la cerimonia l’Onorevole Andreotti dichiarò nel discorso ufficiale: Ad un mese esatto di distanza dall’apertura ufficiale delle Olimpiadi di Roma, inizia oggi la sua attività questo Villaggio dove, per alcune settimane, vivranno intense ed appassionate giornate gli artefici della grande manifestazione sportiva mondiale, che l’Italia ha cercato di preparare con quell’impegno e quel senso di generosa ospitalità che sono caratteristiche essenziali del nostro popolo. Quando abbiamo veduto pochi istanti fa alzarsi sui pennoni le bandiere delle 84 Nazioni che partecipano ai Giochi, qualcosa si muoveva nei nostri cuori, dove pur con tutte le motorizzazioni – contro le quali in un certo senso le Olimpiadi sono in polemica – qualche nota sanamente romantica tuttora vive. Qui le grandi aspirazioni umane alle lotte leali, alla valorizzazione e al riconoscimento obiettivo delle virtù e delle capacità, al superamento di ogni faziosità nazionalistica e di ogni discriminazione razziale, alle attenzioni particolari per i giovani assumono un significato concreto e non retorico. Ed è la grande molla ideale di ogni seria competizione sportiva. In questo senso nessuna città più di Roma è adatta – possiamo dirlo senza peccare di orgoglio – a dare ai Giochi Olimpici la cornice di positiva universalità nella quale essi ambiscono inserirsi. Agli atleti e agli accompagnatori che abiteranno al Villaggio noi diamo ora un ideale benvenuto, che segue appunto gli onori che tutti insieme abbiamo reso alla bandiera nazionale di ciascuno. Se nessuno si sentirà qui dentro uno straniero e se tornando in Patria tutti conserveranno di Roma e del Villaggio un ricordo gradito, il Comitato Organizzatore vedrà ampiamente ripagata la fatica della emozionante vigilia delle Olimpiadi di Roma.

Avvicinandosi l’epoca dei Giochi, il lavoro organizzativo divenne addirittura febbrile, ma ormai l’organizzazione si delineava completa e solamente definitivi provvedimenti furono necessari in determinati settori. Nel campo del Cerimoniale furono stabilite le norme per gli arrivi e le partenze dei Dirigenti, degli atleti e dei giornalisti (con la costituzione degli uffici accoglienza). A tale scopo furono concessi i locali da parte del Comando dell’Aeroporto di Ciampino e della Direzione del Compartimento delle Ferrovie dello Stato; fu disposta l’assegnazione delle accompagnatrici-interpreti. Furono perfezionate le norme e le modalità esecutive per le Cerimonie di Apertura e di Chiusura e per le cerimonie delle premiazioni; vennero ultimate le riproduzioni delle bandiere nazionali, nonché le partiture, le orchestrazioni e le registrazioni su nastro di tutti gli inni nazionali e dell’Inno Olimpico.

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