Editoriale del Direttore

WAYDE VAN NIEKERK, L’ATLETICA COME AVVENTURA – L’editoriale del Direttore

Questa sera allo Stadio Teghil di Lignano torna l’atletica con il 31° Meeting Sport Solidarietà, evento unico nel suo genere, anche nel ricordare Ottavio Missoni, straordinario frutto di passione e sensibilità, quelle di Giorgio Dannisi . La partecipazione è suscettibile di novità alla luce delle nuove direttive sanitarie nazionali, ma scendono comunque i campo due centurie di atlete ed atleti, tra cui l’auspicato trio sudafricano Van Niekerk, Alkana e Samai. Giusto quattro anni fa scrissi di Waide Van Niekerk, titolando “L’oro del sud”. Lui, un fenomeno talentuoso tra gli umani bipedi, divenuto semidio, come tutti i coronati d’Olympia, insidiato dal rugby, precipitato sulla terra dall’orribile rottura del crociato al ginocchio destro, nell’ottobre del 2017, dopo essersi confermato “iridato”, risorto miracolosamente come il Pelide Achille, curato dal Centauro Chirone, è di nuovo nei guai, confinato a Gemona, ad un passo dalle salvifiche convention atletiche appunto di Lignano e poi di Trieste, perchè alle prese con il COVID 19. L’erede in linea naturale e amico di Bolt, a sua volta “fulminato” da muscolare rappresaglia sulla pista “mondiale” di Londra nel 2017, sembra essere avviato a compiere un incredibile percorso tra esaltazione e dramma, sventura ed avventura, in una sfida che solo il destino potrà risolvere, non senza conflitto tra gli dei, quelli che lo vogliono punire, gelosi del suo aire senza paragoni sino al “diaulos” e quelli che lo vogliono agevolare senza remore. Così il rinvio dei XXXII Giochi di Tokyo per via della pandemia da Coronavirus, così ancora l’accanirsi contro di lui, infettandolo proprio di quel morbo… Quale altra perversità verrà escogitata per tentare di impedire a Van Niekerk di tornare a dominare il “giro della morte”? L’anno prossimo, lui avrà vieppiù ritemprato i legamenti, ma compirà anche ventinove anni, con un buco agonistico di quattro anni alle spalle. Riuscirà Wayde a battere avversari agguerriti come Gardiner, James, Merritt, Curley, Norman e soprattutto l’incognita del destino? Per questo, per capire meglio il quesito e provare a darvi una risposta, vi ripropongo proprio quello che scrivevo di lui e di quelli come lui, all’indomani del suo siderale trionfo in quel di Rio…

• (16.08.2016) “Dall’altra notte, mi tormenta una idea fasciata di ricordi finlandesi, milanesi, romani… Sto pensando ad uno straordinario atleta del Sud, a Wayde Van Niekerk , che a mio avviso ripropone con enorme suggestione, con capacità emotive straordinarie, figure fantastiche dell’atletica, come lo sono state quelle di Marcello Fiasconaro, di famiglia siciliana e Pietro Mennea, il più celebre barlettano,. dopo l’adottivo Ettore Fieramosca e San Ruggero Vescovo. Sono convinto che Wayde sia l’erede in linea diretta di un mix tra il connazionale Marcello, stupefacente primatista del mondo sugli ottocento all’Arena di Milano nel 1973 e Pietro, altrettanto ultraterreno recordman sui 200 a Città del Messico, nel 1979. Questi uomini del Sud, dell’Africa, dell’Italia, del mondo, hanno in comune la struttura e l’andamento di corridori antichi, quelli che i greci rappresentavano, ancora duemilacinquecento anni fa, sulle loro anfore celebrative . Atleti fortissimi dalle sembianze umane, capaci di superare gli alieni, che dopo Roma 1960 hanno cominciato ad infestare piste e pedane. Ma perché vedo in Van Niekerk l’anello di congiunzione tra Mennea e Fiasconaro? Perché entrambi sarebbero stati capaci di correre in modo formidabile i 400, piuttosto che i 200 e gli 800, dimostrandolo insieme in staffetta, una per tutte nei Campionati Europei a Roma, nel 1974. Rimango convinto che Pietro avrebbe potuto raggiungere l’eccellenza mondiale, anche nel giro pista e nel doppio, solo che il suo complicato destino tecnico-agonistico si fosse diversamente orientato. Tornando alla salvifica novità per l’atletica mondiale, rappresentata dal “ragazzo” Wayde Van Niekerk, voglio aggiungere che, avere una nonna “coach”, allenarsi in Friuli, aver fatto il “mondiale” juniores nel 2013, proprio nel Meeting Sport e Solidarietà, organizzato da Giorgio Dannisi con la Nuova Atletica a Lignano Sabbiadoro, avere uno come Usain Bolt per amico e raccoglierne il testimone morale, proprio alla conclusione del suo interregno olimpico, può essere non soltanto una garanzia, ma la certezza che il filone dell’oro si trova ancora al Sud e che è tutt’altro che in via di esaurimento…”. Infine (sempre il 16.08.2016) ricevevo un messaggio da Giorgio Dannisi, da me coinvolto nelle considerazioni su Niekerk: “Condivido in pieno le tue sensazioni, un super fenomeno che sa di normalità! E’ vero ed è anche un ragazzo buono, a suo tempo prese le difese del suo, come lo definì, punto di riferimento, Pistorius ( a seguito della sua venuta al Meeting per 4 edizioni e poi anche in stage estivo in Friuli come i giamaicani, si trascinò in seguito anche questo straordinario delfino ) che per me al rientro in Sudafrica andrà a trovare per dargli un’iniezione di salute e chissà, magari anche per tenerlo lontano da cattive tentazioni!!
A proposito di giamaicani e del Meeting Sport Solidarietà portafortuna, Fraser e Thompson (bronzo e oro sui 100m a Rio) il 13 Luglio hanno corso le due serie al fianco degli atleti disabili intellettivi come nostre testimonial. Ma il bottino dei “lignanesi caraibici” fra 200m, 400m e staffette, il 24/8 quando rientreranno in Friuli (è l’undicesimo anno di stage del team) arriverà a 10-12 medaglie.
Un caro saluto.
Giorgio”

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