Amianto in Marina: altra condanna per il Ministero della difesa - L'Eco Del Litorale | Notizie online








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Amianto in Marina: altra condanna per il Ministero della difesa

Marina Militare

Amianto nella Marina Militare: la Corte di Appello di Genova condanna il Ministero della Difesa al risarcimento dell’orfana del meccanico Arolfo Garosi deceduto per neoplasia polmonare per esposizione alla fibra killer mentre prestava servizio in Marina.

I fatti

Quella dell’amianto non è soltanto una problematica ambientale ma bensì una piaga sociale. Abbiamo visto come negli ultimi anni i numeri dei decessi per malattie amianto correlate siano vertiginosamente in rialzo, soprattutto tra gli appartenenti della Marina Militare.

È proprio il caso di Arolfo Garosi, deceduto nel 1992 a causa di una neoplasia polmonare. La vittima ha ottenuto il riconoscimento di causa di servizio per esser stato imbarcato con la mansione di Meccanico presso le seguenti navi: Montecuccoli, Daino, Carini, Mosto, Abba, Garibaldi, e Intrepido. Ha combattuto nella II Guerra Mondiale ed è stato in servizio fino al novembre del 1968.

Ed è proprio sulle navi in cui prestava servizio che vi era una massiccia presenza di amianto, a cui è stato costantemente esposto. L’esposizione ha determinato l’insorgenza della patologia asbesto correlata.

Una sentenza ribaltata

La Corte di Appello di Genova, ha ribaltato il precedente orientamento delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, riconoscendo adesso i benefici di orfano di vittima del dovere anche alla figlia di Arolfo, la sig.ra Lorenza Garosi.

La figlia della vittima ha ottenuto i benefici nonostante al momento del decesso del padre, non conviveva con lui ed era economicamente autosufficiente. È proprio questo particolare che rende la sentenza della Corte di Appello di Genova, una sentenza storica.

Quindi, a differenza della via percorsa sin ora dai giudici di legittimità, secondo la Corte territoriale non può più sanzionarsi la circostanza che i figli, al momento della morte del congiunto, fossero impegnati in’attività lavorativa, che tra l’altro in moltissimi casi si è resa necessaria per far fronte al maggiore impegno economico richiesto dalle dispendiose cure ed assistenza necessarie.

Si tratta di una vittoria storica, non si può distinguere se i figli siano a carico o meno, e quindi discriminarli in questo modo. Ci auguriamo che le diverse iniziative legislative approdino ad una sostanziale formalizzazione della equiparazione delle vittime del dovere a quelle del terrorismo senza più alcuna distinzione nel diritto di accesso. L’ONA continuerà ad assistere tutte le vittime”, dichiara il presidente ONA, difensore legale dell’orfana e componente della Commissione Nazionale Amianto del Ministero dell’Ambiente.

L’ONA a tutela delle vittime amianto

L’Avv. Ezio Bonanni, da anni impegnato nella tutela delle vittime del dovere, appartenenti alle forze armate come la Marina Militare, ed ha sempre rimarcato la diversità di trattamento di coloro che, pur essendo orfani allo stesso modo, non hanno ottenuto l’indennizzo su base previdenziale, solo perché svolgevano attività lavorativa e si è sempre battuto affinché le cose cambiassero.

L’Osservatorio Nazionale Amianto rappresenta molte delle vittime del dovere, ovvero di orfani di vittime del dovere, ed ha costituito uno specifico dipartimento con un servizio di assistenza medica e legale per la tutela di tutti i diritti delle vittime, le quali possono chiederne il supporto, sia attraverso lo sportello telematico, che con il n. verde 800034294.





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