L’editoriale del Direttore: DALLO SBARCO DEI MILLE AI QUARANTOTTO DELLA SEA WATCH - L'Eco Del Litorale | Notizie online








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L’editoriale del Direttore: DALLO SBARCO DEI MILLE AI QUARANTOTTO DELLA SEA WATCH

L’11 maggio del 1860, centocinquantanove anni fa, le coste siciliane erano per l’ennesima volta in agitazione. A rischio era l’inviolabilità dei confini borbonici e la ONG della situazione si chiamava Garibaldi, si muoveva con mille armati sui vapori “Piemonte” e “Lombardo” della Compagnia Rubattino, battenti bandiera sabauda. «la bandiera amica non covre un atto della maggiore ostilità, qual è quello di sbarcare sulle coste d’un paese col quale si è in pace, da parte di coloro che a mano armata vanno a sconvolgere l’ordine pubblico: se ciò si osasse, si ha il diritto di calare a fondo le navi, salvo i riguardi che si debbono usare verso gli agenti consolari, ai commercianti, agli interessi dei sudditi d’una potenza amica.» Queste le istruzioni “reali” per il generale Tommaso Clary, che chiedeva come dovesse agire in caso di minaccia e che disponeva di ben quattordici navi da guerra per impedire lo sbarco dei “filibustieri”. La Real Marina aveva compiti di sorveglianza delle coste. Le imbarcazioni avevano ordine di impedire lo sbarco di insorti, monitorare con discrezione le navi da guerra straniere ed eventualmente seguirle, come anche di controllare i legni mercantili stranieri. Anche se la flotta napoletana disponeva delle risorse necessarie a svolgere il compito assegnatole, lo stesso luogotenente dubitava che la missione sarebbe stata eseguita con l’efficacia necessaria… E così fu. Sappiamo tutti come andò a finire, nel bene e nel male. Adesso, la situazione si ripropone con la Sea Watch, battente bandiera olandese e comandata dalla capitana teutonica Carola Rackete, novella Garibaldi, che sta forzando ancora una volta le difese portuali sicule. Da Marsala a Lampedusa, ottocento come duemila, la nostra storia nel Mediterraneo non cambia. Dalle Guerre Puniche, alla Battaglia di Lepanto, a quella di Kunfida nel 1911, a quella di Alessandria con i “Maiali” nel 1941 abbiamo militarmente vinto, ma pur perso di fronte allo strapotere dei Corsari Barbareschi, che di uomini e donne hanno da sempre fatto commercio e se ne sono fatti sistematicamente usbergo. Questa, care ragazze e ragazzi è la realtà della storia ed è quel che è il nostro destino nel bel mezzo del Mare Nostrum, che vi piaccia o meno o meglio, secondo Shakespeare, maestro di fair play, come vi piace.

Ruggero Alcanterini





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