Anzio, si auto sospendono in 30 dal Pd: “Non intendono essere né complici né testimoni del suicidio politico assistito” - L'Eco Del Litorale | Notizie online








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Anzio, si auto sospendono in 30 dal Pd: “Non intendono essere né complici né testimoni del suicidio politico assistito”

Lo scorso 12 giugno presso, l’hotel Lido Garda ad Anzio, c’è stata una conferenza stampa convocata da alcuni esponenti storici del Partito Democratico di Anzio, tra i quali Maria Cupelli e Massimo Creo. Il  motivo è stato quello di prendere le distanze da una parte del partito che non li rappresenta più, una dura presa di posizione che ha portato ad auto sospendersi 30 su 180 iscritti. Una scelta inevitabile, vista la divisione interna che da mesi ha investito la sezione di Via Aldobrandini. Difatti si sono susseguiti fatti gravi finiti  due volte in commissariato, tra cui la denuncia per diffamazione mezzo stampa della consigliera Anna Marracino nei confronti della sua collega di partito, Lina Giannino e la violenta lite tra il padre del segretario Gabriele Federici ed il marito della Giannino dopo le votazioni per la sfiducia di Federici. Infine la parte del Pd che si è auto sospesa, non si strappa le vesti per l’opposizione in consiglio della consigliera dem Anna Marracino. Inoltre i vertici nazionali del Partito Democratico, sembrano disinteressarsi completamente di quello che sta accadendo nella città di Anzio, nonostante spesso e volentieri riempia le pagine della cronaca.

Di seguito le ragioni esposte:

In primis la necessità di prendere pubblicamente le distanze dalla direzione verso sui sta andando il Partito Democratico rispetto le questioni di grossa portata che riguardano il futuro del nostro territorio. Non passano infatti inosservate le prese di posizione della capo gruppo che, al netto di momenti e situazioni in cui si può e si deve collaborare con la maggioranza, su questioni “corpose” la consigliera in questione sembra quasi sostituirsi ad una amministrazione contro la quale , nei contenuti e per etica politica, l’azione di opposizione dovrebbe essere netta, distinta, marcata e inequivocabile. La seconda necessità è accendere i riflettori sulla palude politica in cui versa la direzione del Partito Democratico, nulla di personale contro nessuno, nessuna resa di conti o gossip da politica di provincia, è doveroso prendere atto che da un anno, esattamente dalle elezioni di Giugno scorso (forse anche da prima), la direzione politica del PD non esprime una SUA linea politica , non esprime una idea o un progetto per la città, non prende posizione su NULLA. Da un anno la sola voce del PD è quella delle due consigliere comunali che, oltre andare in direzioni opposte , la capo gruppo alla rincorsa della maggioranza, l’altra consigliera tenta in solitudine nel partito un’azione di opposizione ad una delle peggiori giunte in termini di arroganza e non solo che il paese ha visto negli ultimi 20 anni, il risultato è che il massimo del confronto tra le esponenti del PD sono le querele. Non è dato sapere se a monte delle consigliere comunali vi è un partito che si riunisce, che si confronta, che discute, che prende posizione, un partito che si faccia carico attraverso il segretario della responsabilità politica di ESPRIMERE una linea e tracciare un percorso. Per non tornare troppo indietro nel tempo non una parola da parte del Segretario politico sull’adozione del piano urbano in variante del centro storico, questione a dir poco “corposa”, non è dato sapere se sul bando per l’affidamento della spiaggia libera ricadente in zona SIC a Lido dei Pini IL Segretario ed IL Partito è sulle posizioni della capo gruppo, quest’ultima nonostante i dubbi sulla trasparenza del bando in questione, nonostante la chiara e netta posizione CONTRO da parte della città rispetto la scelta dell’amministrazione di mettere a rischio 1.500 metri lineari di spiaggia libera, rilancia la giustezza della proposta fino ad arrivare a chiedere le dimissioni della Presidente della Commissione Trasparenza solo per aver fatto il proprio dovere, ovvero convocare la commissione per fare chiarezza su una vicenda ammantata da dubbi e incertezze. Sulla vergognosa vicenda della presidenza Commissione Trasparenza tutta l’opposizione, la poca rimasta, ha lanciato un appello al PD perché la capo gruppo non si renda complice di chi vorrebbe togliere voce a chi chiede trasparenza . Il segretario politico del PD Gabriele Federici non pervenuto sulla vicenda. C’è da chiedersi se il PD abbia un segretario il cui motto è “ non vedo non sento”, c’è da chiedersi se il segretario ha abdicato, se non ha la giusta autorevolezza, se non gode di sufficiente autonomia o semplicemente crede basti chiudersi a chiave nelle segrete stanze dalle quali dirigere il Partito. A tal proposito va ricordato che dopo il voto di Giugno in cui il Partito è scivolato ai minimi storici, al di sotto della media della provincia di Roma, alla richiesta di un momento di riflessione, ed alla necessità di ricostruire una comunità, condizione necessaria , il Segretario dall’alto delle proprie capacità politiche cambiò la serratura della porta della sezione, Spiace dover dire che gli organismi provinciali nonostante i gridi di allarme lanciati continuamente dal nostro territorio, lasciano questo partito nel pantano. Per dirla tutta l’ultima volta che il Segretario provinciale Rocco Maugliani è sceso a valle è stato un direttivo PRIMA che si prendesse la decisione sul candidato a sindaco. Segno evidente che edotto de “l’aria che tira” ha preferito lavarsene le mani con il risultato che è sotto gli occhi di tutti. Oggi è , se possibile, ancor peggio tentare di spacciare un Partito moribondo per un guerriero in salute.E’ evidente che in assenza di una comunità che condivida percorsi ed obiettivi ed in assenza una guida politica, il partito è destinato al suicidio. Le compagne ed i compagni che hanno deciso di autosospendersi (non parliamo di persone che nel PD sono di passaggio , parliamo di militanti ed iscritti che da sempre ci mettono la faccia sapendo di essere un riferimento), non intendono essere ne complici ne testimoni del suicidio politico assistito verso cui sta andando il Partito Democratico.



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