Processo Eternit Bis: Schmidheiny condannato a 4 anni di reclusione - L'Eco Del Litorale | Notizie online








osservatorio nazionale amianto

Processo Eternit Bis: Schmidheiny condannato a 4 anni di reclusione

Schmidheiny

Il presidente ONA, Bonanni: “Giustizia è fatta. L’impegno dell’ONA e mio personale proseguirà per ottenere giustizia per le vittime dell’amianto”

Giustizia è fatta. L’impegno dell’ONA e mio personale proseguirà per ottenere giustizia per le vittime dell’amianto” – sono queste le parole del presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, avv. Ezio Bonanni, legale dei familiari della parte offesa Giulio Testore.

Giulio Testore era un lavoratore dell’Eternit deceduto nel dicembre 2008 per mesotelioma dopo una lunga esposizione, Avv. Ezio Bonanni, alla notizia della condanna 4 anni di reclusione  del Tribunale di Torino del magnate svizzero Stephan Ernest Schmidheiny accusato di omicidio colposo per le morti di due ex operai dello stabilimento di Cavagnolo.

In questo processo l’associazione si è costituita parte civile con l’Avv. Merlino Ferrero, come nell’altro troncone del procedimento che pende presso il Tribunale di Napoli.

Una storia lunga quella di Stephan Schmidheiny e degli stabilimenti Eternit

Il manager svizzero, è stato protagonista in un primo processo a Torino la cui condanna è stata annullata in Cassazione, per via della prescrizione. La notizia a suo tempo ha notevolmente scosso tutta l’opinione pubblica, in particolar modo le vittime e i familiari.

La sentenza di assoluzione del magnate svizzero era stata contestata dal presidente ONA, avv. Ezio Bonanni durante il procedimento Eternit I, presso il Tribunale di Torino, la Corte di Appello di Torino, e la Corte di Cassazione.

Attualmente Schmidheiny è imputato nel capoluogo campano nell’ambito di un processo nato dal troncone di Torino, dopo la suddivisione dell’inchiesta in quattro tribunali territorialmente competenti: Torino per Cavagnolo,Vercelli per Casale MonferratoReggio Emilia per RubieraNapoli per Bagnoli.

L’accusa originaria riguardava 258 operai morti di mesotelioma causato dalle fibre di amianto. Nel processo napoletano sono state accolte oltre che le tesi dei pubblici ministeri, Frasca e Giuliano, anche quelle dell’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto-Ona che si è costituito parte civile.

I giudici popolari hanno rinviato la causa al 31 maggio 2019, quindi tra pochi giorni probabilmente riusciremo finalmente a far chiarezza e soprattutto a rendere giustizia alle vittime di questa assurda vicenda.

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