Inail condannata nuovamente ma stavolta per un cancro al colon - L'Eco Del Litorale | Notizie online








osservatorio nazionale amianto

Inail condannata nuovamente ma stavolta per un cancro al colon

Cancro al colon

Altra importante vittoria per l’ONA. Il Tribunale condanna l’INAIL per non aver riconosciuto i diritti ad un ex lavoratore malato di cancro al colon.

Vittoria dell’Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Avv. Ezio Bonanni. Tammone Carmine ha lavorato 50 anni con l’amianto e si è ammalato di tumore al colon. L’INAIL di Latina ha negato il diritto alla rendita, e l’Avv. Ezio Bonanni, in difesa del Sig. Tammone Carmine si è rivolto al Tribunale, il quale dopo aver disposto gli accertamenti, ha condannato l’INAIL a costituire la rendita.

L’INAIL, però, non ci sta, e ha impugnato la sentenza di condanna presso la Corte di Appello di Roma, in quanto nega le capacità cancerogene dell’amianto e sostiene che a maggior ragione anche il cancro al colon non deve essere riconosciuto come malattia professionale.

La Corte di Appello di Roma ha disposto un ulteriore accertamento medico legale che ha smentito le tesi dell’INAIL confermando che l’amianto è dannoso per la salute umana. L’udienza finale si è svolta il 18.09.2018, e il Presidente della Corte di Appello di Roma ha accolto in pieno le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni, e ha rigettato l’appello e condannato l’INAIL al pagamento delle spese.

«Ho lavorato una vita nei cantieri navali. Non vedevamo ad un metro di distanza per le polveri di amianto. Tutti i miei colleghi, purtroppo sono già morti, e io sono vivo per miracolo, solo perché, grazie allo Sportello Amianto, creato dal comitato delle vittime, già nei primi anni 2000 nell’Agro Pontino, e all’impegno del Dott. Arturo Cianciosi, sono riuscito ad estirpare il cancro, e così sono salvo, anche se con dei grossi problemi. Poi è iniziata la trafila con l’INAIL che negava e nega i diritti alle vittime, agli orfani, alle vedove, è una cosa veramente vergognosa. Come aderente all’ONA avrei voluto iniziare uno sciopero della fame per protestare per il comportamento dell’INAIL. Dopo una lunga battaglia in primo grado, dove il mio medico di parte Dott. Arturo Cianciosi è riuscito a dimostrare che l’amianto fa male anche al colon, e quindi la vittoria delle tesi dell’Avv. Ezio Bonanni, l’INAIL si è scatenata in appello. Subito dopo la sentenza di condanna hanno notificato l’appello e mi hanno costretto a quasi altri 4 anni di causa, perché hanno impugnato tutto, hanno negato anche l’evidenza. Intendo ringraziare pubblicamente l’Avv. Ezio Bonanni. Sono più che soddisfatto dei risultati raggiunti, soprattutto grazie all’impegno dell’Avv. Bonanni e dell’Osservatorio Nazionale Amianto» – dichiara il Sig. Tammone Carmine, operaio dei Cantieri Navali, vittima dell’amianto e tra i primi aderenti dell’Osservatorio Nazionale Amianto. ‘Non comprendo le ragioni per le quali l’INAIL opponga tutta questa resistenza.

«Se c’è uno sventurato lavoratore malato di cancro per via dell’esposizione lavorativa ad amianto, perché negare il riconoscimento dei suoi diritti? Soprattutto per quale motivo, dopo una sentenza schiacciante di condanna in primo grado, si continua con l’atto di appello? Qui c’è un vero e proprio accanimento, ingiusto e ingiustificato, contro gli sventurati lavoratori vittime dell’amianto» – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, difensore del Sig. Tammone Carmine e Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Intanto continuano le segnalazioni di nuovi casi di patologie asbesto correlate tra i lavoratori dell’Agro Pontino che l’Osservatorio Nazionale Amianto assiste.

Recentemente l’Amministrazione Comunale di Bassiano, Giunta Comunale, deliberazione n. 99 dell’11.09.2018, ha stabilito di dare attuazione alla delibera di giunta n. 85 dell’11.08.2018, di adesione al progetto ‘Sportello Amianto’ con stipula del protocollo d’intesa con ONA ONLUS, a titolo gratuito, al fine di permettere, ai volontari di ONA ONLUS di assistere gratuitamente lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto.

Lo Sportello Amianto ONA ONLUS agirà quindi in collaborazione con le istituzioni, per rendere i suoi servizi gratuiti e a costo zero per le amministrazioni comunali che vi aderiranno. L’Osservatorio Nazionale Amianto è impegnato, su tutto il territorio nazionale, nella tutela della salute e dell’ambiente. L’associazione vittime amianto tutela tutti coloro che corrono il rischio di esposizione e di insorgenza di malattie asbesto correlate e si è fatta promotrice di importanti iniziative, anche di proposte normative, per facilitare la bonifica amianto e tutelare così l’ambiente e la salute.
I cittadini possono chiedere l’assistenza tecnica, medica e legale attraverso il numero verde gratuito 800 034 294, oppure la sede ONA di Latina e presso il Comune di Bassiano, dove è stato istituito lo Sportello Amianto ONA per il territorio dei Monti Lepini.

I servizi possono essere richiesti anche attraverso il sito istituzionale www.osservatorioamianto.com

• La strage amianto in provincia di Latina:

L’amianto, in provincia di Latina, ha fatto strage e il numero dei decessi continua ad aumentare, tenendo conto che in questa provincia le esposizioni si sono allargate ad altri cancerogeni.

I numeri della strage nel Lazio:
Nel Lazio sono stati censiti fino al 2011 n. 811 casi di mesotelioma: un numero altissimo se si considera l’istituzione del registro da pochi anni, e che poi debbono essere aggiunte tutte le altre patologie asbesto-correlate (tumori polmonari, alla laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio e per non parlare dell’asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici e le complicazioni cardio-vascolari).

I numeri della strage in provincia di Latina:

Circa 100 casi di mesotelioma per esposizione al materiale dal 2001 al 2015.

  • 19 i casi di mesotelioma accertati a Latina, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).
  • 13 i casi di mesotelioma accertati a Gaeta, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).
  • 12 i casi di mesotelioma accertati ad Aprilia, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).
  • 8 i casi di mesotelioma accertati a Sezze, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).
  • 7 i casi di mesotelioma accertati a Formia, tra il 2001 e il 2014 (Fonte Dep Lazio).

Il mesotelioma è solo la punta dell’iceberg, poiché l’amianto provoca anche il cancro al polmone, alla laringe, alla faringe, al colon, alle ovaie e ad altri organi vitali e anche l’esbestosi.

Per conoscere ulteriori informazioni sul mesotelioma e le altre patologie asbesto correlate è possibile consultare anche l’ONA Notiziario Amianto.





Top