Crollo ponte di Genova, Salvini-Di Maio-Toninelli: «Colpa di Autostrade, via i vertici e toglieremo la concessione» - L'Eco Del Litorale | Notizie online










La capitale

Crollo ponte di Genova, Salvini-Di Maio-Toninelli: «Colpa di Autostrade, via i vertici e toglieremo la concessione»

Il vicepremier all’attacco: «Si dimettano, non hanno fatto manutenzione». Il ministro: «Revocheremo concessione, multe fino a 150 milioni». Salvini: «Nessuno resterà impunito»

Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, che ha provocato almeno 37 morti secondo l’ultimo bilancio della Prefettura, i vicepremier Di Maio e Salvini ed il ministro delle infrastrutture Toninelli puntano il dito sulla Società Autostrade.

«Nostro dovere sarà controllare tutte le opere pubbliche segnalate da sindaci e cittadini, e individuare i colpevoli di questo disastro che non resterà impunito», ha scritto da parte sua in un tweet il ministro dell’Interno Matteo Salvini. per il quale «la revoca delle concessioni è il minimo che ci si possa aspettare» ed ha osservato che «una società, come quella che gestisce quel tratto autostradale, che fa miliardi di utili deve spiegare agli italiani perché non ha fatto il possibile per reinvestire una parte di quegli utili in sicurezza».

«Un ringraziamento alle centinaia di professionisti e volontari impegnati da ore nei soccorsi e una preghiera per le vittime e per le loro famiglie. Andremo fino in fondo per accertare le responsabilità di questo disastro immane», ha aggiunto il ministro dell’Interno che ha promesso 1.500 assunzioni di vigili del fuoco in un anno e l’impegno di destinare «12 milioni di euro” per acquistare automezzi, vetture e la strumentazione necessaria al Corpo.

«Il presidente del Consiglio è già in riunione a Genova. Vedremo di dare le prime risposte urgenti. La città non può essere bloccata. Al di la dei morti c’è un danno economico e sociale inimmaginabile. Occorre intervenire subito e con urgenza», ha concluso Salvini.

«I responsabili della tragedia di Genova hanno un nome e cognome – ha  scritto su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio -, e sono Autostrade per l’Italia. Per anni si è detto che le gestioni private sarebbero state migliori di quelle statali. E così, oggi, abbiamo uno dei più grandi concessionari europei che ci dice che quel ponte era in sicurezza e non c’era niente che facesse immaginare il crollo. Autostrade doveva fare la manutenzione e non l’ha fatta. Incassa i pedaggi piu’ alti d’Europa e paga tasse bassissime, peraltro in Lussemburgo. Bisogna ritirare le concessioni e far pagare le multe. Il ministro Danilo Toninelli ha già avviato le procedure per il ritiro della concessione e per comminare le multe. Se un privato non è in grado, le autostrade le gestirà lo Stato. Prima di tutto si dimettano i vertici!».

«I vertici di Autostrade per l’Italia devono dimettersi prima di tutto – ha annunciato su Facebook il Ministro delle infrastrutture Toninelli – E visto che ci sono state gravi inadempienze, annuncio fin da ora che abbiamo attivato tutte le procedure per l’eventuale revoca delle concessioni, e per comminare multe fino a 150 milioni di euro»., ha annunciato su Facebook.

«Alle società che gestiscono le nostre autostrade sborsiamo i pedaggi più cari d’Europa – ha aggiunto – mentre loro pagano concessioni a prezzi vergognosi. Incassano miliardi, versando in tasse pochi milioni e non fanno neanche la manutenzione che sarebbe necessaria a ponti e assi viari. Se non sono capaci di gestire le nostre Autostrade, lo farà lo Stato».

Sulla ricostruzione Toninelli ha sostenuto che «per quanto riguarda Genova verrà usato il Fondo Emergenze della Protezione civile per ripristinare la viabilità ordinaria, prendendo in considerazione anche la possibilità di prolungare fino a Voltri la ‘Strada a mare’. Per la ricostruzione del ponte Morandi, che voglio sottolineare necessitava di manutenzione da decenni, verranno poi utilizzate le risorse del Piano economico e finanziario di Autostrade, da discutere eventualmente a settembre, e altre risorse non impegnate e prese da due fondi dedicati in parte a interventi infrastrutturali».

 







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