« Maccarone, m’hai provocato e io ti distruggo!
adesso, maccarone Io me te magno…! »
Trovo che l’ interpretazione del giovane “romano” che vuole essere “americano” è semplicemente fantastica.
E ‘vivace, divertente, rilassante, e mostra anche come il “americanizzazione” è realmente esistita. I cereali per la colazione, il fast food, le automobili, i blue jeans che in questo film erano una barzelletta, oggi sono la realtà di tutti i giorni.
Tuttavia una cosa è però sopravvissuta , l’amore degli italiani per gli spaghetti, infatti una delle scene che preferisco è quando Alberto Sordi decide di distruggere il suo enorme piatto di spaghetti. E ‘un film che può essere visto più e più volte.
Se volete saperne di più su gli italiani dall ‘”interno” Alberto Sordi è l’attore da seguire negli ultimi 50 anni
Italia 1954. L’immagine di grandezza ed opulenza, portata dall’arrivo delle truppe statunitensi dieci anni prima nel 1944, è ancora viva nella mente di molti giovani italiani. Uno di questi è Ferdinando Mericoni (Alberto Sordi) detto “Nando” eterno sognatore ad occhi aperti, conoscitore del mondo americano attraverso il cinema statunitense di cui è fervente cultore. Nando gira con un bracciale di cuoio borchiato, cinturone da cowboy, maglietta bianca attillata dentro i jeans a tubo e berretto da baseball, chiama in pseudo-americano i suoi familiari ( papi, mami) ma soprattutto vive ogni situazione quotidiana come se fosse la scena di un film americano di cui lui è il protagonista. Nando naturalmente ignora l’inglese, ma è convinto di esserne padrone con le sue buffe frasi passate alla storia del cinema: Polizia der Kansas City… awanagana…
Dopo varie disavventure è proprio l’ambasciatore americano una delle sue “vittime”: si è rotto una gamba dopo essere finito con la sua automobile in un burrone per un’indicazione sbagliata:
« Nun annà a destra perché c’è er burone daa Maranella, o’right? o’right! » |
gesticolando in modo tale da far confondere “orrait” con “right” (destra). Quando finalmente Nando scende, l’ambasciatore lo riconosce e lo aggredisce furiosamente, per vendicarsi dell’incidente. Per Nando ricoverato in ospedale è la fine del sogno, ma in cuor suo resta un irriducibile Americano a Roma.
Danilo Tedone
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